IL GRUPPO CONSILIARE PD SUL RIMPASTO DI GIUNTA: IL SINDACO UOMO SOLO AL COMANDO DI UNA GIUNTA ALL’OPPOSIZIONE DELLA CITTÀ
Apprendiamo con grande preoccupazione del nuovo rimpasto voluto dal sindaco, un’operazione che anziché rafforzare l’azione amministrativa della città, conferma ancora una volta l’improvvisazione e la confusione politica che regnano a Palazzo Vermexio.
Il sindaco ha infatti deciso di trattenere per sé deleghe strategiche e fondamentali per lo sviluppo della città: Sport, Turismo, Beni culturali e Università. Questi ambiti, che richiedono competenze, tempo e progettualità quotidiana, vengono invece accentrati nelle mani del primo cittadino già troppo nascosto e lontano dalla città, il cui unico ruolo sembra limitarsi sempre più spesso alla svendita della città, privatizzazioni e taglio di nastri.
D’altra parte è un sindaco che non si confronta con i suoi concittadini, che non ascolta, che ha timore di affrontare il consiglio comunale, che si nasconde e che è sprofondato al quartultimo posto nella classifica di gradimento di tutti i sindaci del Paese.
Francesco Italia appare un uomo solo al comando, questo può andar bene nel ciclismo non certamente per un sindaco abbandonato dai siracusani.
Preoccupa inoltre la nomina a capo di gabinetto dell’ex assessore allo Sport: un passaggio che non può essere considerato neutro. Si configura piuttosto come un’operazione ambigua che lascia ipotizzare una regia occulta sullo sport, con il capo di gabinetto pronto a continuare a svolgere il ruolo di assessore aggiunto, ma non legittimato dal suo nuovo ruolo. A chi risponderanno, dunque, gli uffici e gli operatori del settore? Al sindaco, con delega allo sport o a Gibilisco, neo capo di gabinetto?
Non meno grave è la composizione della nuova giunta, dove figura, di nuovo, una sola donna. Ancora una volta, la democrazia paritaria viene vissuta come un adempimento formale, lontanissima dalle prerogative e dalle responsabilità del Sindaco, che ha trascinato la città in mesi di inutili fibrillazioni su ingressi e uscite di assessori, senza alcuna ricaduta positiva sulla comunità. Ancora una volta, il sindaco ha scelto di nominare una sola donna in giunta, dimostrando che la democrazia paritaria viene considerata soltanto come un requisito di legge e non come un reale bisogno politico di rappresentanza e giustizia.
Infine, la revoca dell’ex assessore Cavarra – che non si è dimesso ma è stato allontanato – rivela in modo evidente una frattura interna al gruppo “Grande Sicilia”, in particolare tra i consiglieri Ricupero e Porto. Una revoca, questa, che non può essere liquidata come un semplice avvicendamento, ma che racconta di un equilibrio politico sempre più fragile, logorato da lotte interne e da scelte imposte dall’alto.
Il tema, a giudizio del gruppo PD, non è se gli assessori siano o meno consiglieri, ma la totale inconsistenza politica della giunta, la mancanza di una visione e di un progetto per migliorare Siracusa e la vita dei suoi abitanti, la sua incapacità di risolvere i problemi o anche solo di saperli individuare e l’insofferenza che dimostra nei rapporti e nella collaborazione con il Consiglio comunale e con la città.
I problemi di Siracusa crescono ogni giorno: le condizioni di vivibilità sono sempre più difficili, la qualità dei servizi continua a peggiorare, e le priorità di questa giunta non coincidono in alcun modo con quelle dei cittadini e delle cittadine.
I rimpasti e i risvolti interni di questa maggioranza non ci interessano: ciò che ci riguarda è ribadire con chiarezza la nostra ferma opposizione a una giunta che, nei fatti, è all’opposizione della città stessa.
Il gruppo consiliare PD continuerà a lavorare con responsabilità e trasparenza per i cittadini e le cittadine di Siracusa, nella consapevolezza che la città merita un governo capace di ascoltare, di risolvere i problemi e di costruire futuro, non un’amministrazione ripiegata su equilibri interni e logiche di potere.
Il Partito Democratico rimane aperto all’ascolto, al confronto e alla collaborazione con tutte le associazioni, le realtà civiche e i cittadini e le cittadine che vogliono contribuire a costruire una Siracusa più giusta, vivibile e inclusiva, al di là delle logiche di potere che oggi bloccano la città.

