OpinionistiRosalia Giangreco

Decreto rilancio: se non ora quando?

L’opinione del giovedì

Due settimane di silenzio per vedere cosa avrebbe realmente rilanciato il decreto più volte rinominato. Eh già, perché da decreto Aprile, dato il ritardo causato da un iter burocratico labirintico, tutto italiano, si è arrivati a ridosso delle terza decade di maggio. Ma cosa rilancia questo testo così corposo? E soprattutto cosa garantisce agli italiani? Direbbero i Jalisse “fiumi di parole” e forse promesse, come la cassa integrazione in deroga che ancora qualcuno attende. Così tra il distanziamento sociale e la mascherina c’è già chi pensa a un bonus vacanza per incentivare il turismo nostrano. Saggia decisione, anche se non è ancora chiaro con quali soldi le famiglie italiane potranno pensare di andare al mare o visitare le nostre meraviglie a cielo aperto se, molti padri di famiglia, appartenenti alle categorie sociali strangolate dal coronavirus, hanno perso il lavoro. Pensiamo a chi lavora come muratore nel settore edilizio oppure a chi ha una piccola officina che magari pur di lavorare ha fatto credito al cliente e ora arranca per recuperare i denari, e come loro altre categorie simili. Quali sono, a parte l’incentivo su bici elettriche e monopattini che, per  carità, rientrano nelle politiche dell’ecosostenibilità , le provvidenze che questo stato prevede per far ripartire la macchina economica del Paese? Aprono bar e ristoranti ma sebbene abbiano ridotto i posti per garantire la sicurezza dei futuri clienti, difficilmente sopravviveranno senza turisti, se anche l’utenza locale smetterà di cenare fuori casa durante il weekend. Qual è il contributo dato alle famiglie con bambini piccoli? Il bonus baby sitter non è estendibile a tutti per ragioni di reddito, le strutture deputate a prendersi cura dei bambini difficilmente riapriranno…

I proprietari di stabilimenti balneari passano le giornate con il metro in mano per capire il numero di postazioni massimo da sistemare sulle spiagge. Ma qualcuno si è chiesto quanto costerà una tintarella quest’anno? Nascono come funghi Nuclei per le verifiche ispettive sull’applicazione delle norme anticontagio. Adeguare le strutture ha un costo oneroso per i piccoli imprenditori. Ma il gioco varrà poi la candela? Provvedimenti confusi, dietro front continui di una classe dirigente che di certo non va stigmatizzata, perché impreparata a gestire una simile emergenza. Però, i fior di milioni di euro pagati alle consulenze delle eminenze grigie dell’economia, a quanto pare non sono stati spesi così bene. La Fase 2, nell’immaginario collettivo, significava convivere sì con il virus e le nuove regole, ma anche avere i mezzi per tornare a lavorare più serenamente. Certo, non bisogna dimenticare che la questione lavoro non era stata risolta neanche da questo giovane governo salvo l’istituzione del Reddito di Cittadinanza a sostegno delle fasce più deboli. Sarà il Reddito d’Emergenza, l’ennesimo tentativo di assistenzialismo per accontentare il popolo al tempo del coronavirus, oppure la giusta regolarizzazione dei lavoratori stranieri, la soluzione? Perché non  trovare strategie per nuovi investimenti statali in Italia e creare così nuova occupazione? Se non ora quando? Fra un settimana circa, ricorre l’anniversario della nascita della Repubblica Italiana. L’Art. 1 recita: “L’italia è una Repubblica democratica fondata sul Lavoro”, non dimentichiamo mai i concetti di democrazia e lavoro che sono alla base del nostro Paese. 

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