La reazione accorata dell’ex consigliere comunale Carmelo Messina “Augusta, covid e cimitero chiuso: quali assembramenti si temono?”
Di Giorgio Càsole
“Qual è il senso della chiusura del cimitero? Si temono forse assembramenti? Quali? Quelli dei morti?” la domanda provocatoria, rivelatrice di uno stato d’animo ferito, è di Camelo Messina, già consigliere comunale, che, puntualmente, ogni mattina, si reca per una “corrispondenza d’amorosi sensi” (per dirla con Foscolo) davanti alla tomba della figlia. La chiusura del cimitero è stata decisa con ordinanza sindacale e ha provocato reazioni indignate o di sgomento di quei cittadini che, sistematicamente, si recano davanti alle tombe dei propri cari, a compiere quasi un rito, un rito di “pietas” , come quando si va in chiesa per ascoltare la messa: al cimitero si ascolta la propria coscienza e ci si concentra nel silenzio rispettoso di una liturgia senza canti, senza inni, senza preghiere recitate ad alta voce. Qualcuno ha osservato che “siamo in zona rossa e quindi è giusto che il cimitero sia chiuso”, ma altri obiettano che sono aperti i mercati, sono aperte le tabaccherie, le chiese e i quattro gatti che di questi tempi di pandemia da Covid 19 vanno al cimitero possono garantire la sicurezza, mantenendo le distanze e indossando le mascherine, come si fa quando si attende il proprio turno per entrare in un locale e quando si entra dentro. Non c’è ragione di temere assembramenti che si hanno solo dal 31 ottobre sino al 2 novembre. Gli unici assembramenti possono essere solo quelli delle bare nella camera mortuaria in lista d’attesa per essere tumulate, ma non siamo certo a Palermo dove le bare in attesa sono attualmente ben trecento.

