Trent’anni fa il Giornale di Sicilia pubblicava la lettera di Libero Grassi
Il 10 gennaio del 1991 l’imprenditore palermitano denunciava pubblicamente -attraverso una lettera pubblicata dal giornale di Sicilia – il racket della mafia e si rifiutava di cedere ai ricatti di cosa nostra. Non passò molto tempo che la mafia si vendicò dell’affronto, assassinando barbaramente il 29 agosto del 1991 Libero Grassi con 4 colpi di pistola, mentre si recava nella propria fabbrica a piedi.
Il Premier Conte in un post su Fb riporta il testo della lettera con cui Grassi si rifiutò di pagare “pizzo”, ed evidenzia come questa “per l’intera comunità sia una ricorrenza da rimarcare”.
Di seguito riportiamo il testo della lettera per non dimenticare: “Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al Geometra Anzalone e diremo no a tutti quelli come lui”.

