Sindaco di Noto e assessore al Turismo Solerte indagati dalla Procura di Siracusa.
Il Sindaco di Noto Corrado Bonfanti, insieme all’assessore al Turismo Solerte e diversi dipendenti comunali sono indagati dalla Procura di Siracusa. La vicenda oggetto dell’indagine risalirebbe al 2010 relativamente all’appalto sul bikesharing. Le accuse sarebbero di Falso Ideologico, Abuso di ufficio, truffa aggravata e turbativa d’asta, reati che secondo l’accusa sarebbero stati commessi in concorso tra gli imputati.
A giungo scorso, la Procura aveva chiesto il sequestro dei beni del comune e degli indagati compresi i conti correnti, ma il GIP respinse l’istanza. La Procura presentò ricorso in Cassazione che rimandò la decisione al Tribunale Penale di Siracusa che ha dato ragione alla Procura. Oggi, quindi, l’organo inquirente ha, nuovamente, predisposto il sequestro dei beni del Comune ed il Sindaco ha annunciato ricorso in Cassazione contro il provvedimento.
A sollevare la vicenda è stato l’ex Sindaco di Noto Raffaele Leone con un post su Facebook.
-Il sindaco, l’assessore Solerte e diversi dipendenti comunali – scrive l’ex primo cittadino netino – sono indagati dalla Procura di Siracusa nel procedimento penale n 5150/2019. Il PM gli ha fatto notificare l’avviso di chiusura delle indagini. Il che significa che si appresta a chiedere il rinvio a giudizio-.
Il Sindaco Bonfanti ha commentato la vicenda oggetto delle indagini dei magistrati siracusani, su un noto blog siciliano: “ abbiamo lavorato con trasparenza e regolarità – avrebbe dichiarato – visto che il denaro oltre ad essere stato speso è stato rendicontato”.
Ma Raffaele Leone sul suo profilo stigmatizza l’operato di Bonfanti anche in merito alla decisione di fare anticipare al suo legale di fiducia, i fondi di missione per recarsi presso l’alta Corte: “Bonfanti (n.d.r.) quatto quatto si è fatto anticipare, in parte, sempre dal Comune , i soldi per la sua difesa. Fatto unico nella storia delle vicende giudiziarie degli amministratori di Noto”.
Il riferimento è alla determina dirigenziale n. 1366 del 6 ottobre scorso, con cui il Dirigente del nono settore del comune “ Avvocatura, contenzioso e consulenze” ha autorizzato il pagamento di poco meno di 1500 euro al legale di fiducia del Sindaco Bonfanti per recarsi a Roma all’udienza dell’8 ottobre dinanzi la Corte di Cassazione.
A quell’udienza, di cui ancora non si ha notizia circa il suo esito, la Suprema Corte di Cassazione, udite già le parti, si esprimerà sull’autorizzazione o meno alla procura di Siracusa, di sequestrare i beni personali del Sindaco, sequestro che invece, il GIP del Tribunale di Siracusa aveva respinto nel febbraio scorso.
Tale cifra viene posta a carico del capitolo “ Compensi per incarichi di collaborazione, consulenze e studi” e non su quello del contenzioso o altro capitolo più inerente.
L’anticipo all’avvocato di Bonfanti, poi, viene giustificato ai sensi della legge che garantisce ai dipendenti pubblici coinvolti in processi penali per l’esercizio delle loro funzioni, l’onere delle spese legali a carico dell’Ente, ritenendo il dirigente del Comune che questo trattamento “debba” estendersi anche per gli amministratori, per i quali, invece, la legge prevede si un rimborso delle spese legali sostenute, ma solo se il processo si chiude con un’assoluzione con formula piena.
La Giunta Comunale di Noto, però, il 15 dicembre scorso, ha incaricato i legali in forza al Comune di presentare ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale Penale di Siracusa, di sequestrare i conti correnti e i beni del Comune. Questa volta non sono i beni personali degli amministratori a finire sotto sequestro, ma quelli del Comune e pertanto l’ente può essere rappresentato dai legali interni dell’avvocatura comunale.
Si attendono gli sviluppi di questa vicenda, che potrebbe vedere come prossimo passo la notifica degli avvisi di garanzia al Sindaco Bonfanti, all’Assessore Solerte e ai dipendenti comunali coinvolti.

