Un grillino il nuovo DG del dipartimento regionale del lavoro
Gaetano Sciacca è il nuovo dirigente generale del dipartimento del lavoro della Regione Sicilia. Ingegnere, già direttore del Genio Civile di Messina per vari lustri, poi del Centro Provinciale per l’Impiego da poco, Sciacca ha un passato politico tormentato. E’ stato lombardiano e per questo nominato commissario al CAS dal gran tiranno di Grammichele, poi Crocettiano e, quindi, riconfermato. Successivamente, rimane folgorato dai grillini, diventando amico della deputata Valentina Zafarana, e per questo viene scelto da Di Maio a candidato sindaco della Città dello Stretto, nonostante il mal di pancia della base dei cinquestelle che dovettero inghiottire il boccone amaro della scelta imposta dall’alto senza democrazia. Figura discussa a Messina e dintorni, frequentatore di salotti e delle segreterie politiche, signor no alle grandi opere pubbliche, emblema di quello che Grillo e company hanno sempre combattuto e per questo poi scelto. Su di lui, consigliere comunale grillino in carica, pende un’azione giudiziaria richiesta dall’attuale sindaco di Messina Cateno De Luca, tendente a stabilire la sua incompatibilità di consigliere con il ruolo di dirigente dell’Amministrazione regionale, peraltro già sancita dal’ANAC. Raffaele Lombardo, con il suo assessore regionale Antonio Scavone, lo avrebbe scelto perché Sciacca è amico del ministro del lavoro, la catanese Catalfo? Staremo a vedere. Certo è che le scelte finora operate alla direzione generale del dipartimento lavoro hanno messo in ginocchio questo comparto regionale ed accentuato le problematiche mai risolte dai precedenti. Musumeci chiede che il settore funzioni, che gli ispettorati del lavoro siano allineati a quelli d’Italia, ma nessuno si preoccupa delle convenzioni scadute da anni per l’accesso alle banche dati o della carenza degli strumenti informatici per effettuare gli accertamenti e del personale ispettivo ridotto a pochissime unità, mentre gli uffici del lavoro, gli ex collocamenti, tanto per intenderci, hanno personale ma non hanno strumenti e soprattutto non hanno ruolo giuridico di collegamento con le imprese e le attività produttive, cioè con il mondo del lavoro. Altri nomi più autorevoli erano stati segnalati a Musumeci e Lombardo, ma la scelta è stata questa. Vedremo ora se il signor no saprà impostare le soluzioni per gli annosi problemi del settore e se con l’ausilio della sua amica Catalfo saprà fornire le soluzioni auspicate, stante che la ministra, dal suo insediamento ad oggi, reddito di cittadinanza compreso, non ha varato alcun provvedimento per ridurre la disoccupazione o per agevolare l’occupazione nelle imprese, in Sicilia come nel resto delle altre regioni.

