Zappalà: il consuntivo non approvato e l’ufficio della trasparenza
Nonostante i chiarimenti e le interviste in corso ai tanti politici coinvolti nello scenario odierno siracusano, rimangono ancora temi aperti e numerosi interrogativi: Perché il consiglio comunale si è sciolto? Quali sono i veri motivi del perché il bilancio consuntivo non sia passato ? Cosa succederà durante la votazione nelle 9 sezioni?
Abbiamo chiesto chiarimenti al consigliere comunale Franco Zappalà, che ci ha risposto così: “Il consiglio si è sciolto perché la maggioranza/minoranza del sindaco non ha dato più solidarietà allo stesso, i consiglieri che sono stati eletti nella sua coalizione non hanno votato il consuntivo del bilancio. Quindi questo atteggiamento ha inizio dalla sua stessa maggioranza, che ha assunto un atteggiamento di sfiducia nei confronti del sindaco, non tanto del bilancio stesso”.
Zappalà afferma che questo è un atteggiamento politico molto grave nei confronti del sindaco eletto, poiché non più supportato da quella maggioranza che lo ha voluto. Lo stesso consigliere Franco Zappalà ammette di essere stato tra quelli che lo ha votato alle elezioni, ma alla luce degli accadimenti attuali non gli ha porto più solidarietà. “Quando chi ti ha sostenuto non ti da più solidarietà vuol dire che sono venuti meno i presupposti perché il sindaco possa continuare ad amministrare, queste sono le regole deontologiche della politica, poi se qualcuno amministra senza avere più questa maggioranza è un fatto consentito dalla legge stessa” dichiara il consigliere. In merito allo storno effettuato dal sindaco dei soldi prelevati dal suo fondo di riserva, Zappalà spiega che, prima di assegnare questi contributi a delle associazioni, avrebbe dovuto avvisare quanto meno il consiglio comunale, assegnarli attraverso l’indizione di un bando pubblico, ma ciò non è accaduto.
Zappalà chiarisce al riguardo: “Il bando pubblico serve a far conoscere alla comunità che sono in atto delle spese per contributi sportivi, solidali ecc, ma la cittadinanza non lo ha mai saputo! – continua Zappalà – ciò ha irritato moltissimo i consiglieri comunali che, non essendo stati chiamati in causa, vengono sollevati dal loro ruolo di rappresentanti, e la stessa maggioranza, di cui io facevo parte, non ha gradito questo modo di comportarsi, come se il Comune fosse un’azienda privata”.
Il consigliere comunale ci tiene a darci buone nuove, affermando che è stato votato in consiglio comunale un provvedimento inerente alla creazione di un “ufficio della trasparenza”, un archivio che raccoglie tutti gli atti deliberativi dei termini sindacali e dirigenziali. In questo modo il cittadino potrebbe conoscere in tempo reale come vengono impiegati i contributi da lui versati, essere informato sugli esiti dei bilanci e in che modo vengono gestite le società partecipate.
La redazione.

