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Crisi idrica, Ortigia Resistente replica a SIAM: “Non bastano dichiarazioni difensive e generiche. Servono dati, trasparenza e risposte puntuali ai cittadini”.

Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente prende atto del comunicato diffuso da SIAM in merito ai recenti disservizi idrici che hanno interessato in modo particolare Ortigia, la zona Umbertina e la Borgata/Santa Lucia.

Di fronte a una situazione che coinvolge un servizio essenziale come l’acqua, ci saremmo aspettati da SIAM un approccio diverso: meno difensivo, meno generico e molto più analitico. Le spiegazioni fornite dalla società, infatti, non rispondono in modo puntuale alle questioni concrete poste dai cittadini: frequenza dei disservizi, durata delle interruzioni, qualità della comunicazione, tempi di ripristino, efficacia del servizio di informazione tramite il numero dedicato, distinzione tra guasti improvvisi e interventi programmati.

Per comprendere meglio l’esperienza diretta dei residenti, il Comitato ha promosso un sondaggio interno tra gli abitanti delle aree maggiormente interessate. Il sondaggio ha restituito con chiarezza l’esperienza vissuta da chi abita i luoghi e subisce direttamente i disservizi. Il dato più rilevante è che la quasi totalità dei partecipanti ha percepito negli ultimi tre mesi un forte incremento dei disservizi idrici rispetto ai mesi precedenti. Emerge inoltre un giudizio fortemente negativo sulla qualità della comunicazione ufficiale. I cittadini segnalano difficoltà nel reperire informazioni tempestive, scarsa chiarezza sui tempi di risoluzione dei guasti, assenza di indicazioni precise sulla fine dei lavori e una comunicazione spesso percepita come frammentaria, tardiva o insufficiente. Anche l’assistenza diretta tramite centralino o pronto intervento SIAM risulta, secondo le risposte raccolte, largamente insoddisfacente. Su questo punto il 92% dei residenti dichiarano di non avere ricevuto risposte utili, oppure di avere ricevuto informazioni generiche e non risolutive. È un dato che contrasta con la rappresentazione fornita da SIAM nel proprio comunicato, nel quale la società rivendica l’efficienza dei propri canali di comunicazione e assistenza.

Lo stesso vale per la pianificazione e la comunicazione dei tempi di intervento. Il problema non è soltanto sapere che si è verificato un guasto. Il problema è sapere quali zone sono interessate, quale sia la causa presumibile, quanto durerà l’interruzione, quando è previsto il ripristino e se siano previste misure sostitutive nei casi più gravi o prolungati.

Alla luce di tutto ciò, riteniamo che il comunicato di SIAM non sia adeguato con quanto denunciato dai cittadini. Una risposta realmente utile avrebbe dovuto contenere altre informazioni che speriamo saranno fornite in tempi brevi anche alla luce della richiesta attivata tramite ARERA.

Infine, ci aspettiamo che anche il Comune di Siracusa risponda dal punto di vista tecnico e amministrativo alle affermazioni contenute nel comunicato SIAM, in particolare nella parte in cui la società richiama il contratto di gestione, l’impossibilità di effettuare alcuni investimenti, gli extra oneri non compensati, il caro energia e la presa d’atto da parte dell’Amministrazione comunale. Il Sindaco Italia ha il dovere di chiarire pubblicamente questi punti sollevati da Siam.

 

Vi è infine una grande verità che il comunicato di SIAM evidenzia: la rete idrica di tutto il centro storico è una rete vecchia, fragile, deteriorata, di fatto un colabrodo, che da troppi anni non riceve interventi di manutenzione straordinaria realmente adeguati e che oggi viene chiamata a sostenere una pressione antropica enormemente cresciuta. È la stessa SIAM ad ammettere che il fabbisogno idrico del centro storico è più che triplicato per effetto dell’aumento delle presenze, delle attività ricettive, della ristorazione e del carico turistico. Questa ammissione conferma esattamente ciò che il Comitato denuncia da tempo: Ortigia e il centro storico sono stati trasformati in una vetrina turistica senza che le reti infrastrutturali, i servizi pubblici e la capacità amministrativa della città fossero adeguati a reggere questo modello di sviluppo.

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