Caronia il giorno dopo
L’editoriale di giovedì
Sembra essersi chiusa così la lunga ricerca del piccolo Gioele Mondello scomparso il 3 agosto 2020 con la madre, quest’ultima ritrovata cinque giorni dopo, morta, ai piedi di un traliccio dell’energia elettrica. Dopo oltre due settimane di ricerche, ciò che sarà restituito alla famiglia è quanto resta del corpicino del piccolo, dilaniato dalle bestie selvatiche che popolano il bosco dei Nebrodi. Nessuna parola oltre, tanto dolore e sgomento per una famiglia come tante, con le proprie dinamiche e problematiche, che in un attimo si è disintegrata e non esiste più. Nelle ultime settimane, le reti ammiraglie e non solo hanno visto un avvicendarsi di psichiatri e criminologi che hanno provato a comprendere la personalità della povera Viviana Parisi, per dare una spiegazione al perché, dopo l’impatto in galleria con un furgoncino, la donna avrebbe accostato in autostrada e, con il bimbo in braccio, ancora vivo- secondo le testimonianze di chi avrebbe visto – ha oltrepassato il guard rail, infilandosi in una fitta boscaglia da cui non è più uscita viva. Si è addirittura cercato un nesso fra il lockdown e la fragilità mentale di questa donna. Nonostante tutte le ipotesi investigative siano aperte, in tv e sui social si è fatta strada quella dell’omicidio-suicidio. Eppure il padre e il marito della Parisi hanno sostenuto, sin dal primo momento, che mai avrebbe potuto far del male al suo bambino e che il suo allontanamento da casa senza smartphone era quasi una consuetudine per staccare la spina dalla quotidianità e immergersi in se stessa, nei propri pensieri. Perché voler vedere il marcio in questa donna a tutti i costi? E se fosse stato fatale l’incontro con i maiali selvatici che aggrediscono l’uomo, se Viviana avesse cercato solo una radura per verificare che il bimbo stesse bene dopo l’impatto, magari presa dal panico, e le fosse stato fatale? La verità è ben lungi dall’essere scoperta, ci vorrà del tempo per ricostruire una dinamica che potrà solo essere verosimile a ciò che realmente è accaduto e che la famiglia delle vittime non saprà mai. Già, Daniele Mondello, padre e marito rimasto solo, privato anche della vista di ciò che resta del suo piccolo, a cui è stata negata anche un’ultima carezza. Polemiche sui tempi delle ricerche, magari troppo lunghi, ma è inutile oggi fare processi, è il dolore a prendere il sopravvento.
Negli stessi giorni delle ricerche, è stata spezzata la vita a un altro bambino, il piccolo Evan Lo Piccolo di Rosolini, appena 21 mesi, maltrattato e picchiato fino alla morte. A niente è valsa la denuncia fatta dal padre – a Genova per lavoro, corredata con tanto di foto, nessuno sapeva? Forse si poteva evitare? E come commentare l’omicidio della mamma 39enne di Crema, scomparsa nel nulla, uccisa forse da un amico? Dove si trova il suo corpo, è stato distrutto dall’assassino?
Non c’è tempo per riflettere, è ora di agire per scongiurare tragedie come queste. Spesso le donne non sono capite perché sanno mascherare bene il loro malessere psichico, pur di regalare un sorriso a chi si ama. Le donne sono forti, ma anche tanto fragili. Bisogna imparare a comprendere le loro parole, capire i loro gesti e ascoltare i loro silenzi, oltre ogni cartella clinica o diagnosi. Sarà brutale, ma non tutte le madri sono in grado di proteggere i propri figli. Ogni bambino ha diritto a essere amato, cresciuto, ha diritto a sognare e giocare, non diamo per scontato ciò che oggi non lo è più.

