Sicurezza a Siracusa, Zappulla(PD): “Cosa significa davvero essere una città sicura?”
Siracusa, 05.05.2026 – I fatti di cronaca degli ultimi giorni, ma anche ciò che vediamo quotidianamente nelle nostre strade, restituiscono un quadro che impone una riflessione profonda. Siracusa è ancora molto lontana dall’essere una città sicura, e questo non dipende soltanto dal numero di forze dell’ordine o di pattuglie presenti sul territorio.
L’Amministrazione deve interrogarsi seriamente su cosa significhi davvero essere una città sicura.
Una città sicura è una città illuminata, curata, piacevole da abitare. È una città in cui esistono comunità solide, fondate sul rispetto diffuso del bene comune. È una città in cui le regole vengono fatte rispettare e in cui non prevalgono mai la prepotenza, l’arroganza o la legge del più forte.
Una città sicura è anche una città che guarda alla povertà, che non abbandona le persone fragili, che investe su azioni per aumentare il potere d’acquisto delle persone e migliorarne la qualità della vita. È una città in cui non si muore di lavoro, in cui una donna può camminare tranquilla, in cui i quartieri non vengono lasciati soli e la vivibilità non è considerata un tema secondario.
Costruire sicurezza però non è facile. Ma è evidente che per farlo bisogna ripartire dalla cura dei luoghi, dalla coesione delle comunità, dalla qualità dei servizi, dalla presenza delle istituzioni e dalla capacità di restituire fiducia ai cittadini.
Se Siracusa non avvierà un percorso completamente diverso, continueremo a condannare singoli eventi, guardando il dito e non la luna, contare il numero di pattuglie e a porci sempre la stessa domanda: che cos’è una città sicura? Ricevendo sempre la risposta più semplice ma anche la più insufficiente ad affrontare i problemi e cioè una città in cui si incrementi la repressione.
Azione che non porta a nulla se prima non si lavora alla costruzione di una cultura della sicurezza, di presidi di legalità vera con le comunità e non solo con le forze dell’ordine. Nei quartieri, nelle scuole, nel lavoro, negli spazi pubblici, nella cura quotidiana della città. E oggi Siracusa ha bisogno esattamente di questo.

