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Importante operazione giudiziaria coordinata dalla DDA di Catania in collaborazione con il Comando Provonciale dei Carabinieri delle città di Catania e Siracusa con il supporto del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia

Questa mattina, in Catania e Zaccanopoli (VV), su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di
Catania, che ha coordinato le indagini, i Militari dell’Arma dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di
Catania e Siracusa, con il supporto nella fase esecutiva del personale del Comando Provinciale di Vibo
Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal
Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di due indagati
ritenuti, allo stato delle indagini e ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a
sentenza definitiva di condanna, gravemente indiziati in ordine ai delitti di omicidio, soppressione
di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, aggravati dal c.d
metodo mafioso, ai danni d i Privitera Salvatore Alfio, commessi a Carania e a Carlentini nel corso della
sera del 5 gennaio 2026.
Gli arrestati sono Catanzaro Pietro, nato a Lodi il 25 aprile 1990, residente a Catania, con precedenti
per reati contro la persona, contro il patrimonio e i n materia d i armi e d i stupefacenti, figlio d i Catanzaro
Giovanni, classe 1965 detto ” milanis?”, esponente apicale dell’organizzazione mafiosa Cappello-
Bonaccorsi, e Sortino Danilo, nato a Lentini (SR) il 3 dicembre 2003, con precedenti penali per reati
contro il patrimonio e i n materia d i sostanze stupefacenti
Le indagini, coordinate nella immediatezza dalla Procura della Repubblica di Siracusa e, successivamente,
dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, sono state avviate a seguito del ritrovamento nelle
campagne di Carlentini (SR), nel corso della mattina del 6 gennaio 2026, del corpo carbonizzato di
Privitera Salvatore Alfio all’interno dell’autovettura a lui i n uso.
L’attività investigativa s i è presentata fin d a subito particolarmente complessa, a causa delle attività poste
in essere dagli autori del delitto di eliminare ogni traccia del delitto, incendiando il cadavere e i l veicolo a
bordo del quale lo stesso era stato occultato.
Nonostante cio, 1 Carabinieri del due Nuclei Investigativi, in perfetta sinergia, hanno avviato un intensa
e minuziosa attività d’indagine, condotta senza soluzione di continuità e costantemente coordinata
dall’Autorità Giudiziaria, sviluppata con metodi tradizionali e moderne tecniche investigative, che ha
permesso di risalire a i presunti responsabili dell’efferato omicidio.
In particolare, determinante s i è rivelata, nelle fasi iniziali, l’analisi dei sistemi d i tracciamento e dei dati
GPS dell’autovettura in uso alla vittima, che hanno consentito di individuare con precisione l’area in cui
si sarebbe consumato l’omicidio, nei pressi della spiaggia adiacente a l complesso residenziale denominato
“Villaggio Ippocampo di Mare” di Catania
Nel luogo così individuato, è stato quindi eseguito u n accurato sopralluogo tecnico da parte del personale
delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS) cispettivamente del Nucleo Investigativo di Catania e di
Siracusa di seguito coadiuvate dal RIS di Messina per le analisi del caso. Nel corso delle attività venivano
rinvenure e repertate numerose tracce ematiche, segni riconducibili a una colluttazione (tra cui una ciocca
di capelli e una collana in oro strappata) e un bossolo, parzialmente combusto, di un fucile calibro 12
Gli elementi raccolti hanno quindi consentito di delineare la dinamica dell’evento delittuoso.
Secondo l’ipotesi investigativa, supportata da plurimi riscontri tecnici, nella serata del 5 gennaio 2026,
all’interno del Villaggio Ippocampo di Mare di Catania, la vittima a seguito di una violenta aggressione
veniva attinta d a un colpo d’arma d a fuoco alla nuca, che, ovviamente, ne provocava il decesso.
Sul luogo dell’aggressione, i due odierni indagati avrebbero dapprima tentato, senza successo, d i eliminare
le tracce del delitto innescando un primo incendio; successivamente, avrebbero caricato il cadavere
all’interno dell’autovettura i n uso alla vittima e l o avrebbero quindi trasportarlo i n località San Demetrio,
nell’agro del comune di Carlentini (SR). Giunti sul posto, avrebbero incendiato l’autovettura con
all’interno i l cadavere della persona offesa posizionato nella parte posteriore dell’abitacolo.
Subito dopo l’evento delittuoso, il SORTINO avrebbe cambiato scheda SIM e dispositivo telefonico,
facendo perdere da subito l e proprie tracce; questi è stato, infatti, localizzato e tratto i n arresto in Calabria,
nella provincia di Vibo Valentia.
Il quadro investigativo è stato ulteriormente consolidato attraverso un’articolata attività investigativa
avente ad oggetto l’acquisizione d i numerose informazioni testimoniali d i persone informate dei fatti, l a
visione e l’analisi di numerosi filmati di sistemi di videosorveglianza presenti sia nell’area in cui si
sarebbero verificati i delitti sia lungo il tragitto percorso, sino al luogo di ritrovamento dell’autovettura.
L’incrocio d i tali elementi investigativi h a consentito di ricostruire con precisione la sequenza temporale
degli accadimenti, risultata coerente con i tracciati GPS registrati dal sistema di antifurto satellitare
installato sull’autovettura della vittima.
Sulla base degli indizi raccolti durante le investigazioni il movente dell’omicidio sarebbe da ricondurre a
precedenti dissidi esistenti tra il CATANZARO e il PRIVITERA sia per questioni attinenti al traffico di
sostanze stupefacenti da entrambi svolto, che a causa di rapporti d i credito e di debito per il gioco
d’azzardo gestito dal CATANZARO e sovente praticato dal PRIVITERA. In tale contesto sembrerebbe
sia pure avvenuta una sottrazione di una busta contenente stupefacente con cui il PRIVITERA si sarebbe
recato al fatale appuntamento con il CATANZARO.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, esaminato il compendio investigativo, h a
accolto l a richiesta dei Pubblici Ministeri e ha emesso l’ordinanza eseguita nella giornata odierna dai
Carabinieri
Contestualmente alle operazioni d i arresto, è stata data esecuzione a decreti d i perquisizione locale e di
sequestro di dispositivi informatici (smartphone) e di beni ritenuti pertinenti al reato sui quali saranno
effettuati rilievi e condotti accertamenti tecnici finalizzati al rinvenimento di tracce biologiche,
dattiloscopiche o di qualunque altro tipo utili a comprovare l a partecipazione degli indagati alle azioni
delittuose e a ricostruire ancor più compiutamente la dinamica delle azioni delittuose;
Nella fase esecutiva degli arresti gli organi di polizia giudiziaria sopra indicati si sono avvalsi del supporto
degli Squadroni Carabinieri Eliportati Cacciatori d i “Calabria” e “Sicilia”, del 12° Nucleo Elicotteri d i
Catania e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi.

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