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Violenza nel calcio dilettantistico: arbitro aggredito a Rosolini. Boscarino chiede un segnale forte

Alessio Boscarino, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri di Siracusa, non usa mezzi termini nel commentare quanto accaduto a Rosolini: «Ero presente e ho visto e ascoltato tutto», esordisce dopo l’aggressione subita dal direttore di gara in seguito ad alcune decisioni contestate.
Quando lo sport tocca il fondo. Una semplice partita di calcio riesce a trasformarsi in un episodio di cattivo gusto a causa di chi decide di ricorrere alla violenza, sia verbale sia fisica.
«Si trattava di uno scontro al vertice – dichiara Boscarino – che ha reso necessario il mio intervento e la richiesta delle forze dell’ordine. Nonostante ciò, l’arbitro è stato comunque aggredito».
Boscarino prosegue: «Al termine della gara anche io e le forze dell’ordine siamo stati aggrediti seppur verbalmente sia da dirigenti sia da tesserati della società del Rosolini».
Il presidente della sezione AIA di Siracusa non esclude misure drastiche: «Sto valutando, insieme agli altri presidenti delle sezioni siciliane, la possibilità di interrompere l’invio degli arbitri per dare un segnale forte».
Secondo Boscarino il sistema deve cambiare e serve una presa di posizione netta: «Non ho difficoltà a parlare di sciopero generale. Non è più tollerabile che il gioco del calcio venga troppo spesso associato a episodi di violenza contro gli arbitri».
Ma il problema, sottolinea, è ancora più ampio: «Forse parlare solo di violenza contro gli arbitri è riduttivo, perché questa pratica folle si manifesta spesso anche con episodi che coinvolgono gli stessi calciatori».
Infine, Boscarino guarda alle conseguenze disciplinari e penali: «Attendo con fiducia le decisioni del giudice sportivo. Ricordo che nel giugno 2025 la normativa penale che tutela gli arbitri è stata modificata: l’aggressione a un direttore di gara durante una partita è ora punita come l’aggressione a un pubblico ufficiale, con pene più severe previste dall’articolo 583-quater del Codice Penale, che possono arrivare anche alla reclusione».
«Confido – conclude – anche nell’ottimo lavoro delle forze dell’ordine presenti sul posto, che si stanno già adoperando per identificare tutti coloro che hanno macchiato una domenica sportiva con odio e violenza. Il calcio, come ogni sport e come ogni gioco, deve essere prima di tutto divertimento».

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