Esplosione a Beirut, il presidente Aoun pensa all’ipotesi di un attacco volontario.
Dietro l’esplosione che ha sconvolto Beirut il pomeriggio del 4 agosto 2020, sembra farsi strada l’ipotesi che si possa trattare di un missile o una bomba. Nel frattempo la popolazione continua a interrogarsi sulle probabili cause del disastro, imputando dapprima la colpa alla negligenza.
Cosa ci faceva tutta quella quantità di nitrato di ammonio nel porto della cittadina libanese? Il presidente Michel Aoun ha chiesto al presidente francese Macron di fargli avere le immagini satellitari necessarie a fare chiarezza sulla dinamica dei tragici eventi.
La violenta esplosione ha provocato, oltre un’onda d’urto, almeno 157 morti e circa 5.000 feriti. Il capo del Parito di Dio filo-iraniano Hasan Nasrallah, che dispone di forze militari superiori a quelle dell’esercito, ha negato fermamente che vi fosse un deposito di armi nel porto appartenente alle sue milizie.
C’è chi dice di aver sentito degli aerei avvicinarsi prima dell’esplosione, pensando a un raid israeliano finito male. Nonostante il primo ministro Benyamin Netanyahu due anni fa avesse denunciato all’Onu la presenza di un deposito di missili appartenente a Hezbollah proprio nel porto, avrebbe negato ogni eventuale presenza di responsabilità. (fonte ANSA).

