Il sondaggio del Comitato Ortigia Resistente smonta la narrazione del sindaco Italia: il TPL non funziona per i residenti
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha reso noti i risultati del sondaggio civico sul Trasporto Pubblico Locale di Siracusa, un’indagine che ha coinvolto gli aderenti al Comitato che sono anche residenti in altri quartieri della città, delle frazioni e delle zone balneari. L’obiettivo era comprendere se il servizio di trasporto pubblico rispondesse realmente ai bisogni quotidiani della popolazione, e non soltanto a quelli occasionali dei turisti. Hanno risposto al sondaggio 134 aderenti. Il quadro che emerge è netto e profondamente distante dalla narrazione proposta dal sindaco Francesco Italia, che da mesi descrive il TPL come un servizio moderno, efficiente e molto apprezzato dai visitatori.
I dati raccolti raccontano invece una realtà opposta. Quando si chiede agli intervistati se il TPL soddisfi le esigenze quotidiane, quasi nove cittadini su dieci rispondono “poco” o “per nulla”. Solo una persona, su un totale di 89, dichiara che il servizio soddisfa pienamente i propri bisogni. È un risultato che, da solo, basterebbe a misurare la distanza tra ciò che vivono i residenti nella propria quotidianità e ciò che racconta il primo cittadino.
Le valutazioni di dettaglio confermano questa fotografia. La capillarità delle linee è giudicata insufficiente dal 67% dei rispondenti, mentre le frequenze diurne e serali vengono bocciate rispettivamente dal 60% e dall’87% dei cittadini. La puntualità è considerata inaffidabile da oltre il 70% del campione, e quasi l’80% ritiene poco chiari orari, percorsi e informazioni utili all’utilizzo del servizio. Da questi dati emergono due verità incontrovertibili: da un lato, che il TPL è un servizio che i residenti faticano a utilizzare; dall’altro, che non esiste alcun ambito nel quale il sistema raggiunga livelli di qualità accettabili. È significativo che nessun parametro riceva valutazioni “ottime”.
La conseguenza è evidente: il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa reale al mezzo privato. Non lo è per andare al lavoro, né per la spesa, né per le visite mediche, né per accompagnare i figli, né per gli spostamenti tra quartieri. Non lo è per le attività serali, né per il tempo libero, né per raggiungere il mare o le frazioni. In altre parole, non lo è per nessuna delle esigenze fondamentali che definiscono la vita di una comunità urbana. A questo si aggiunge un dato quasi simbolico: soltanto due persone dichiarano di usare abitualmente il bus come mezzo principale. È la dimostrazione plastica di un servizio che, pur esistendo formalmente, non esiste nella vita delle persone.
In questo contesto, la narrazione del sindaco Italia appare profondamente scollegata dalla realtà. Continuare a sostenere che il TPL funzioni perché i turisti esprimerebbero un’impressione positiva significa confondere due universi completamente diversi: l’esperienza episodica di chi visita la città per pochi giorni e che ha altri parametri per i propri spostamenti e quella quotidiana di chi la vive, lavora, studia, si cura, cresce una famiglia e affronta ogni giorno i limiti strutturali della mobilità urbana. Un turista non può essere il parametro di valutazione di un servizio pubblico essenziale. La mobilità deve rispondere ai diritti e ai bisogni dei residenti, non alle percezioni occasionali di chi trascorre qualche ora nel centro storico.
Il sondaggio dimostra che il TPL siracusano, nella sua configurazione attuale, non svolge la sua funzione più elementare: garantire a tutti i cittadini la possibilità di muoversi nella città in modo dignitoso, accessibile e sostenibile. Si tratta di un problema che non è solo tecnico, ma sociale: un trasporto pubblico inefficiente contribuisce ad aumentare le disuguaglianze, penalizza gli anziani, limita le opportunità dei giovani, complica la vita delle famiglie, isola chi non possiede un’auto e accentua la dipendenza dal mezzo privato.
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, anche a nome dei propri aderenti che vivono in altri quartieri rispetto ad Ortigia, ritiene che sia arrivato il momento di superare la retorica autocelebrativa e di affrontare con serietà la realtà documentata dai cittadini. Siracusa ha bisogno di un TPL ripensato in modo radicale, non di una difesa d’ufficio di un sistema che, come dimostrano i dati, non funziona. Questa città merita una mobilità moderna, equa, efficiente, capace di unire i quartieri, servire le frazioni, garantire la vita serale e rispondere ai bisogni reali della popolazione.
I dati del sondaggio non sono un’opinione: sono un punto di partenza. La città non può più permettersi di ignorarli.

