Covid-19, ripartire dalla cultura? Si può
L’editoriale del giovedì
Il lungo lockdown ci ha insegnato a rivalutare gli incontri letterari, tenuti, per oltre due mesi, esclusivamente on line, che hanno visto una vera e propria escalation di presentazioni di libri, la nascita di gruppi di lettura in streaming per grandi e piccini, mostre digitali, itinerari virtuali e tanto altro. Ripartire dalla cultura, intesa non solo come approccio alla bellezza ma come strumento necessario per riscoprire le proprie radici e provare a comprendere questo tempo, per ritrovare affinità con l’altro, per esprimersi con opere e parole prese in prestito dai grandi maestri dell’arte e della letteratura italiana. E se le misure anticovid continuano a limitare la presenza di pubblico agli eventi culturali, per cui è presto sold out, continuano le sessioni in diretta sui social che fanno registrare un alto numero di presenze attive, nonostante la calura estiva.
Se si può ripartire dalla cultura? Si, è possibile e lo dimostra, ancora una volta, Siracusa che in questi mesi, grazie alla sensibilità dell’Amministrazione comunale e dei suoi rappresentanti è stata teatro di numerosi eventi culturali nelle splendide location di Villa Reimann, per quanto riguarda la saggistica e la narrativa, del teatro greco in cui è ancora in corso la rassegna Voci Sole promossa dall’Inda con grande successo di pubblico, il prossimo appuntamento con l’Ortigia Film Festival e le aperture straordinarie serali dell’area archeologica della Neapolis.
D’altronde, quella che Tito Livio ha definito “la più bella e la più nobile tra le città greche” è sempre stata tra i centri culturali più attivi del Mediterraneo per ciò che concerne l’archeologia, l’arte e gli studi umanistici in generale. E’ una questione di dna, basti considerare, per fare un esempio, l’incessante attività del Consorzio universitario Archimede, che non si è mai fermata durante l’emergenza epidemiologica sia per l’organizzazione del corso di laurea in Beni Culturali che per la promozione di tutta una serie di rassegne e iniziative, tra cui spicca il ciclo di seminari e conferenze sull’Antico Egitto in sinergia con l’Università del Cairo e il Centro studi Champollion rappresentati dal prof. Cavillier, egittologo e studioso di chiara fama. Un programma ricco di appuntamenti che servirà non solo a svelare i misteri della civiltà più affascinante dell’antichità ma anche a comprendere il profondo legame storico-culturale esistente tra Siracusa e l’Egitto che va ben oltre l’età ellenistica. Le affinità tra i due orizzonti culturali sono visibili a occhio nudo: Siracusa tra il XVIII e il XIX secolo diventa tappa obbligata del Gran Tour esattamente come l’Egitto; grandi disegnatori e mecenati commissionano guazzi, acquetinte acqueforti, per raccontare le vestigia di un passato tanto antico quanto nobile. Per non parlare poi di divinità, riti e tradizioni che sembrano avere non poche relazioni tra loro.
Questo e molto altro arricchirà l’autunno aretuseo in un lungo tour che partirà da Villa Reimann, percorrerà il territorio della provincia per poi approdare nelle scuole. E così, nell’attesa del famoso vaccino per sconfiggere Covid-19, ripartiamo da noi, ripartiamo dalla cultura nostrana per non dimenticare che è fondamento di civiltà e democrazia.

