Il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente” presenta l’indice CADM: uno strumento per misurare la proporzionalità e la ragionevolezza nella concessione dello spazio pubblico a fini commerciali
Siracusa, 7 ottobre 2025
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha elaborato un indice denominato CADM (Coefficiente di Attenuazione Dinamica e Misurazione), concepito per fornire una misurazione oggettiva e replicabile dello spazio pubblico — strade e piazze — destinabile agli esercenti commerciali per i dehors.
L’indice CADM è stato presentato attraverso la rete No Degrado e Malamovida, di cui il Comitato è parte, sia al legislatore nazionale sia all’ANCE, attualmente impegnata nel dibattito sulla rigenerazione degli spazi urbani e sul necessario equilibrio tra uso pubblico e uso commerciale dei centri storici.
La questione è diventata particolarmente urgente a seguito di un disegno di legge in fase di elaborazione che delega ai Comuni l’intero criterio di valutazione per la concessione del suolo pubblico a favore dei dehors, riducendo il ruolo di controllo delle Soprintendenze.
Se da un lato ciò può contribuire a snellire la burocrazia, dall’altro rischia di aprire la strada a forme di discrezionalità amministrativa eccessiva, con il pericolo di compromettere la fruizione collettiva degli spazi urbani e il diritto dei residenti alla quiete e alla qualità della vita, a vantaggio di logiche puramente commerciali che spesso degradano anche l’esperienza turistica.
L’obiettivo del Comitato è offrire un criterio tecnico, trasparente e verificabile per l’applicazione del principio di proporzionalità e ragionevolezza sancito dall’articolo 97 della Costituzione.
Il modello CADM traduce questi principi — spesso richiamati in modo astratto — in parametri numerici concreti, riducendo la discrezionalità e gli eccessi di potere nella concessione degli spazi pubblici da parte dei Comuni.
L’algoritmo CADM combina dati statici (densità residenziale, vincoli paesaggistici), variabili geometriche (larghezza dei marciapiedi, percorsi pedonali, corsie di soccorso) e variabili dinamiche (impatto acustico, orari di attività), producendo un punteggio sintetico che colloca ogni richiesta in una classe di rischio urbanistico-operativo. Tale classificazione orienta le decisioni amministrative — flessibilità, misure mitigative o diniego — secondo un principio di proporzionalità oggettiva.
“Si tratta di uno strumento che non limita la discrezionalità della pubblica amministrazione, ma la orienta entro criteri oggettivi, rendendo le decisioni più trasparenti e verificabili — spiega il Comitato —. In questo modo si riduce il ricorso al contenzioso e si facilita anche il lavoro dei giudici amministrativi, che potranno verificare la correttezza del metodo senza entrare nel merito delle scelte politiche”.

