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Augusta. Stop al deposito di rifiuti speciali e pericolosi nel porto

Dopo averlo preannunciato all’assessore regionale Colianni, al presidente Giuseppe Carta e ai componenti della IV commissione Ambiente, al sindaco Di Mare e alle altre istituzioni interessate, il coordinamento “Salvare Augusta” il 30 luglio 2025 chiese formalmente all’Assessorato Regionale Acqua e Rifiuti di revocare in autotutela, ai sensi dell’art. 21-octies della legge 241/1990, il decreto con il quale lo scorso 12 giugno aveva autorizzato la ditta Hub Cem Augusta s.p.a. a realizzare presso il porto commerciale uno stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi. Le notevoli quantità autorizzate erano:
– potenzialità annua rifiuti non pericolosi: ton 500.000;
– stoccaggio in contemporanea di rifiuti non pericolosi: ton 3.525
– potenzialità annua rifiuti pericolosi: ton 9.000
– stoccaggio in contemporanea di rifiuti pericolosi: ton 60;
Alla base della richiesta di Salvare Augusta vi erano la eccessiva vicinanza dell’impianto al perimetro urbano
(circa 600 metri), la mancanza della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) rispetto al perimetro della ZSC-ZPS delle Saline di Augusta (circa 300 metri), l’assenza dei pareri della Soprintendenza, di Arpa e di ASP. A ciò aggiungevamo l’inopportunità di inserire un impianto di tal genere in una trafficata
area portuale (dove paradossalmente prendono fuoco anche i cumuli di rottami ferrosi), in una zona già sin troppo esposta al rischio industriale e ambientale e recentemente colpita dalle conseguenze dell’ultimo (oggi penultimo) incendio del deposito rifiuti Ecomac.
Alla netta presa di posizione di Salvare Augusta erano seguite quelle di diversi partiti, gruppi ed esponenti politici, il ricorso al TAR dell’amministrazione comunale di Augusta, le interpellanze parlamentari, i numerosi articoli di stampa e le sacrosante proteste dei cittadini. Con nota del 4 agosto 2025 anche il Comune di Augusta presentava istanza per l’annullamento in autotutela del decreto autorizzativo. Con il D.D.G. n. 1375 del 1 ottobre 2025 il Dirigente Generale dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti -, dopo gli opportuni
approfondimenti istruttori, ha ora decretato “l’annullamento d’ufficio, ai sensi dell’art. 21-nonies della l. n. 241/1990, del D.D.G. n. 825 del 12 giugno 2025”. Quanto sopra, “valutato che il procedimento istruttorio è risultato carente dovendo acquisire le determinazioni in materia di Vinca da parte del Comune di Augusta, a cui compete la suddetta procedura in assenza di procedura coordinata con la VIA, nonché il parere della Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa”.
Il provvedimento di revoca non fa cenno a tutte le questioni attinenti al rischio e alla sicurezza che Salvare Augusta aveva segnalato. Ciononostante, e benché citi solo quella del Comune, accoglie la richiesta di revoca riconoscendone le ragioni.
È un primo importante risultato: con il rispetto delle norme si fa un passo avanti verso una maggiore tutela della popolazione di Augusta, di quella dei comuni della zona industriale e dell’ambiente tutto. Occorre però restare sempre vigili per evitare che altri insopportabili rischi e impatti vengano scaricati sul territorio e sui cittadini di Augusta.

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