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Agenti del commissariato di Augusta salvano una prof rimasta senza senza carburante

di Giorgio Càsole
Augusta.Dal 1° settembre fa la pendolare fra Augusta e Lentini. Residente in Augusta, si reca ogni mattina nel territorio dell’antica polis greca “Leontinoi” per esercitare la funzione di docente al “Vittorini-Gorgia-Mocada”, dove insistono tre indirizzi di istruzione superiore di II grado. La docente, la 39enne C.C., con due figli ancora piccoli, dopo aver svolto il regolare orario scolastico, fa ritorno in Augusta per poter prelevare in tempo il piccolino all’asilo-nido e la figlia all’infanzia. E’ possibile che, dovendo partire per Lentini intorno alle 7,30 del mattino, la docente, per l’ansia o per distrazione, non abbia controllato il carburante nel serbatoio. Così, ieri, intorno alle 12,30, al ritorno da Lentini, l’auto della docente si è fermata per mancanza di carburante, in un punto senza area di sosta, dove non si sentiva al sicuro. Per fortuna da lì a poco ha visto passare un’auto della polizia dirigersi verso Augusta, per recarsi alla sede del commissariato locale (allocata nei locali della ex direzione dell’ex penitenziario, oggi noto semplicemente come castello svevo). La donna ha agitato le braccia in alto per farsi scorgere dai poliziotti all’interno del mezzo. I poliziotti l’hanno scorta e hanno fatto marcia indietro per rendersi conto dell’accaduto. Hanno controllato l’auto e hanno appurato che non c’era carburante. La signora s’è qualificata come docente pendolare, in stato di ansia per la necessità di andare dai propri figli ancora in tenera età, tanto che il piccolo è ancora nella fase d’inserimento all’asilo nido. I poliziotti si sono offerti di recarsi al più vicino distributore per acquistare il carburante sufficiente per fare ritorno a casa. Fatto l’acquisto, sono tornati, hanno aiutato la signora a riprendere la strada di casa. La signora ci ha detto che non conosce i nomi dei poliziotti, ma vorrebbe “ringraziarli pubblicamente perché sono stati come i suoi due angeli custodi in quel frangente così preoccupante”.

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