musica e spettacoliNews

La seconda settimana del Mercurio Festival apre giovedì 25 settembre: teatro, danza e musica e l’evento di solidarietà “Mercurio 4 Gaza” , un concerto speciale in sostegno della Palestina 

La prima settimana di Mercurio Festival si è conclusa con un successo che ha superato ogni aspettativa: sale piene, spettatori curiosi e partecipi, giornate dense di emozioni, incontri e visioni che hanno attraversato linguaggi e generazioni. Dalla musica al teatro, dalla danza alle installazioni, il pubblico ha risposto con calore e attenzione, confermando ancora una volta come Mercurio sappia essere un luogo di scoperta e di comunità. Un inizio vibrante, che apre la strada a una seconda settimana ricca di appuntamenti e nuove sorprese.

Si apre giovedì 25 settembre con il teatro: andrà in scena “P.O.V. Point of View” del Progetto Amunì, evento in collaborazione con Our Voice, (ore 20.00 – Spazio Franco). Poi, venerdì 26, spazio alla danza con “Swap” (ore 21.00 – Spazio Franco) con la danzatrice e coreografa argentina Maria Colusi e il compositore e sound artist Edgardo Rudnitzky (in collaborazione con il Goethe Institute Palermo) e alla musica con il live concert (ore 22.30 – Sala Perriera) di Iako, General Animal, Bluem e IoFortunato). 

Sabato 27 (ore 20.00 – Bottega Alchemica) in scena “Quizas, un gioco sull’esistenza” di Flavia Pezzo tratto da “Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello, un omaggio originale e a tratti irriverente al grande scrittore e drammaturgo. A seguire, “La Sparanoia” (21.30 – Spazio Franco) progetto ideato e scritto da Niccolò Fettarappa. Alle 22.30 (Tavola Tonda), l’evento di solidarietà “Mercurio 4 Gaza… Fuori dai confini, a darci pace vengo anch’io”, un concerto speciale voluto da Mercurio Festival per non voltarsi dall’altra parte di fronte a quanto accade in Palestina con Davide Enia, Corrado Fortuna, Angelo Sicurella, Fabrizio Cammarata, Alessio Bondì, Sergio Beercock e tanti altri artisti.

Domenica 28 settembre (ore 19.30 – Tavola Tonda) “La Tela Infinita” di Kike Garcia, evento in collaborazione con l’Istituto Cervantes Palermo e alle 21.00, allo Spazio Open, si torna a teatro con “Un Amore”, riadattamento del romanzo di Buzzati reso in forma di monologo con Paolo Briguglia e Alessandra Pizzi.

GIOVEDÌ 25 SETTEBRE

Il progetto Amunì, laboratorio permanente per la formazione alle arti sceniche e i mestieri dello spettacolo dal vivo rivolto a chiunque abbia vissuto la condizione di migrante, con l’obiettivo di creare una compagnia multietnica, dà vita a P.O.V. point of view! con Abdoul Diallo – Julia Jedlikowska – Gloria Oppong – Alfred Sobo Blay. 

Una barca salpa dal Sahara Occidentale diretta in Europa ma le correnti la spingono al largo nell’Oceano Atlantico: nessuno se ne accorge… 9 mesi dopo viene ritrovata alla deriva in Brasile. Uno yatch di lusso affonda in 20 minuti durante una tempesta a pochi metri dalla costa siciliana: dopo poche ore tutta Europa cerca i superstiti con importanti mezzi. In Crimea, una famiglia russo-ucraina decide di scappare su una barca di fortuna nel Mar Nero: troverà ugualmente la morte. Un poeta palestinese lascia la sua terra: non ha più niente, non ha più nessuno, porta con sè solo le sue poesie, non ne scriverà altre. Un ragazzino del Mali lascia le coste libiche su un barcone, ha una pagella piena di buoni voti cucita nelle tasche che nessuno leggerà. Sulla Terra non siamo uguali ma per il mare si… Il mare non guarda in faccia nessuno. 

VENERDÌ 26 SETTEMBRE

Con “Swap”, Maria Colusi e Edgardo Rudnitzk intraprendono un’esplorazione dinamica, fondendo movimento, voce e suono, ispirata alla teoria antica dei quattro umori. Radicati nelle tradizioni mediche greche e romane, questi umori simboleggiano l’equilibrio dei fluidi corporei e i distinti temperamenti che incarnano. Indagando l’interazione di questi elementi all’interno di questo quadro tematico, Swap cerca di svelare i livelli dell’espressione umana. Attraverso la fusione di voce e movimento, affronta le complessità dell’identità. 

A seguire, live concerto con la musica di Iako, artista italiano con un sound che è contaminazione di elettronica, post-dubstep alla Burial e tanti altri rimandi: da James Blake a Franco Battiato, passando per Stormzy e Skepta. Salirà sul palco anche Generic Animal, alias Luca Galizia, cantautore che suona vari strumenti, disegna, scrive con la chitarra e con GarageBand e che arriva dall’hardcore e dall’emo. Bluem, talento che trascina nel suo immaginario fatto di profonde radici e nuovi orizzonti. Cresciuta in Sardegna e con dieci anni trascorsi a Londra, Bluem è una penna estremamente visiva, con un tappeto sonoro ricercato e sperimentale capace di trasportarci attraverso atmosfere ipnotiche, rurali e concretamente attuali. Un racconto in divenire fatto di musica, vita e speranze. E IoFortunato, progetto musicale solista di Fabrizio Fortunato, artista raffinato ed elegante nella scrittura.

SABATO 27 SETTEMBRE

Partendo da “sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello, “Quizas, un gioco sull’esistenza” di Flavia Pezzo, con Massimo Bevilacqua e Flavia Pezzo, per la regia di Fulvio Cauteruccio e prodotto dalla compagnia teatrale Krypton, dà voce ai due personaggi “non parlanti” della pièce originale, il giovinetto e la bambina che, trasportati nel tempo che viviamo, stanno ancora aspettando l’arrivo dell’autore.  I due, speranzosi di poter finalmente nascere alla vita, rivendicando con forza debordante e divertito fare provocatorio il proprio desiderio di esistere. Gli attori-protagonisti si interrogano su cosa significhi esistere, vivere, morire. 

A seguire, “La Sparanoia”, grido perforante che muore in gola, è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano. Tra le realtà teatrali giovani più apprezzate sul panorama nazionale, i loro lavori di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri portano in scena con drammaticità e graffiante ironia, e attraverso un uso dinamico del corpo e un’atletica agitata della parola, i temi più scomodi del contemporaneo dando voce sulla scena ai conflitti politici di una generazione oppressa e sfruttata, per riaccendere nel pubblico la rabbia rivoluzionaria. “Non ci sono buone notizie. La Sinistra è defunta ed è meglio così. I giovani, addomesticati, non trovano più il piacere di delinquere: vivono a casa, perimetrati da un metro quadro e con l’ossessione dei lavaggi delicati. Il compagno Niccolò si innamora di colonnelli e programma orgasmi in caserma”.

All’interno di questa seconda settimana, il festival apre anche uno spazio alla solidarietà con MERCURIO 4 GAZA, un concerto speciale voluto da Mercurio Festival per non voltarsi dall’altra parte di fronte a quanto accade in Palestina. Un momento di musica, comunità e condivisione, che afferma la volontà di prendere posizione attraverso l’arte e di trasformare il festival in un luogo di resistenza civile e culturale e raccogliere fondi da inviare alle organizzazioni umanitarie presenti a Gaza. Tra gli artisti che hanno aderito Davide Enia, Corrado Fortuna, Angelo Sicurella, Fabrizio Cammarata, Alessio Bondì, Sergio Beercock e tanti altri.

DOMENICA 28 SETTEMBRE 

“La tela infinita” è la nuova ricerca di Kike García sulla tarantella mediterranea e la taranta flamenca e su tutto il lontano, l’immenso, il vicino e l’intimo che appare tra le parole di quei testi, di quelle danze e quelle memorie.

Una roccia e una pietra. Un ragno e un canto. Un filo che viaggia come la voce. Un morso e un veleno. Una cura e un antidoto. Un nuovo avvelenamento, un rimorso. Un veleno fittizio, un contesto e uno stare, quello di sempre. Un rituale per la redenzione e un distacco. La montagna è già un’altra montagna, è una montagna di tutta la vita. Un accesso alla memoria di molti corpi passati e presenti. Una persona sola che, quando balla non lo è più. Un continuare a tessere bellezza nonostante l’avversità. Un amore di quartiere. Una fuga dalla malinconia. Un ballo che non termina, una storia senza fine.

In “Un Amore” (regia di Alessandra Pizzi e produzione Ergo Sum Produzioni), Paolo Briguglia da corpo e voce al protagonista della storia: Antonio Dorigo, un uomo egoista, superficiale, disinteressato ad affetti sinceri e fruitore di prestazioni sessuali occasionali con ragazze molto giovani. Quando Laide, una giovane ballerina di fila della Scala, farà ingresso nella sua vita, Dorigo farà esperienza di un amore vero, di esemplare limpidezza, ma destinato a smarrirsi nella menzogna.

La dimensione spazio-temporale è scandita dalla musica: la scelta della colonna sonora di dimensioni pop, nazional popolare, rispetta l’intensa produzione musicale e cantautorale degli anni 60, un’epoca di grande fermento e contraddizioni. Dorigo attende e si fa domande, sperando, al contempo, che le cose vadano per il meglio.  Buzzati dipinge perfettamente il ritratto di un rapporto morboso, un equivoco, dove l’ossessione viene confusa con l’amore, un tema ancora straordinariamente attuale. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *