Mentre P.Prisutto è in esilio all’eremo Mater Adonài
Augusta. Una parrocchia senza guida. Che cosa aspetta il vescovo LoManto?
di Giorgio Càsole
Augusta. La chiesa dedicata al Sacro cuore di Gesù è la prima chiesa costruita fuori dall’isola-centro storico, dopo la seconda guerra mondiale, in quel territorio che rappresentava la zona di espansione della nuova Augusta, una cittadina, a vocazione marinara, che si avviava a diventare l’area privilegiata per ospitare l’industria della raffinazione del petrolio. Quando Moratti scelse Augusta per insediare la Rasiom, fece costruire per i suoi collaboratori, molti dei quali non erano autoctoni, le case dove abitare, sull’esempio di Olivetti. Nacque una sorta di villaggio recintato, detto, appunto, “Villaggio Rasiom”, primo nucleo abitativo intensivo d’un’area detta di campagna. I ponti spagnoli che collegavano l’isola al territorio erano comunemente chiamati “ponti di campagna”. Con la nascita del villaggio Rasiom, si diede sostanzialmente il via all’urbanizzazione della “campagna” . E nacque la “borgata”, ancora oggi non solo così chiamata, ma anche sentita come un posto diverso dalla cittadella federiciana, tant’è che nella borgata si sente dire “vado ad Augusta” quando si vuol significare che si va in centro. Nella borgata che si stava popolando fu ritenuto opportuno far nascere una chiesa, non distante dal villaggio Rasiom, che fu eretta a parrocchia per dare autonomia e sostentamento al sacerdote augustano, Aldo Caramagno, scelto dall’arcivescovo Baranzini quale primo parroco. La chiesa è diventata un centro di aggregazione e svolge un’importante funzione sociale, oltre che ecclesiale. Da cica sette mesi è senza guida. L’ultimo parroco è stato il siracusano Helenio Schettini, costretto a lasciare l’incarico per tornare a Siracusa, a causa dell’improvvisa scomparsa del fratello. I fedeli affezionati alla parrocchia si sentono allo sbando, come dice esplicitamente R. A. che desidera si renda pubblica la sua lagnanza. Dice, infatti: “Siamo senza parroco dal 1° febbraio 2025 quando, per un improvviso lutto, il nostro Don Helenio ha praticamente lasciato la nostra parrocchia per poter occuparsi dei suoi nipotini. Da allora abbiamo potuto contare solo sull’ eccellente lavoro e appoggio dei nostri due diaconi e di don Ignazio, un prete che viene da Bafatà : doveva stare solo pochi mesi, ma non è andato più via. Ma ha grosse difficoltà con la lingua italiana; infatti, per tanto tempo sono stati i diaconi a leggere e commentare il Vangelo. Per il mese di maggio abbiamo avuto come amministratore padre Angelo, parroco di Santa Lucia, ma è venuto in parrocchia solo la domenica e, da giugno, abbiamo come amministratore padre Paolo , uno dei frati cappuccini del “Cristo Re”. Nessun parroco e la chiesa è allo sbando totale”. La parrocchia del Sacro Cuore da qualche tempo sembra colpita dagli strali della sfortuna. Il predecessore di don Helenio è stato quel sacerdote, “accusato di pedofilia”, cui fu imposto di recarsi per un semestre in un eremo pugliese, poco prima d’essere incardinato quale arciprete a Palazzolo. “Spetta al vescovo la nomina del parroco. Cosa aspetta il vedcovo Lo Manto? “ incalza un’altra fedelissima parrocchiana, S.C., che suggerisce il nome di don Palmiro, il noto prete anticancro, che lo stesso presule siracusano ha rimosso da arciprete-parroco della Chiesa Madre. “Non è vero che c’è penuria di sacerdoti, se è vero che don Palmiro è relegato a fare esclusivamente il rettore dell’eremo di Brucoli, l’Adonai. Potrebbe essere un bel gesto da parte del nostro vescovo: rimettere don Palmiro nelle funzioni di parroco al “Sacro Cuore”, visto che, per tanti anni, è stato vice di Angelo Saraceno a Santa Lucia. A meno che” – conclude la signora -” il vescovo non abbia paura che don Palmiro riprenda la sua battaglia contro il cancro”.

