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Siracusa, CCR: un’occasione mancata per una scelta equa, coerente e condivisa

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di ieri, è stato discusso e approvato a maggioranza un ordine del giorno proposto dall’amministrazione per la delocalizzazione del Centro Comunale di Raccolta (CCR) inizialmente previsto tra via Monsignor Gozzo e via Monsignor Lauricella.

Il tema è stato oggetto di attenzione da parte dei gruppi consiliari di opposizione, che hanno seguito con costanza e responsabilità ogni fase della vicenda, presentando una serie di emendamenti finalizzati a introdurre un principio chiaro: i CCR non devono sorgere in prossimità delle abitazioni, indipendentemente dal quartiere interessato. Una scelta di civiltà e buon senso che dovrebbe valere ovunque, senza distinzioni e senza eccezioni.

La proposta di delocalizzazione votata in Consiglio rappresenta certamente un passo nella giusta direzione, ma risulta parziale e insufficiente se non inserita in una strategia più ampia. Restano infatti irrisolti altri due nodi significativi: il CCR attualmente sito in via Luciano Rinaldi, realizzato anni fa ma afflitto dalle stesse criticità di quello previsto in via Lauricella, e il CCR inizialmente previsto in via Don Luigi Sturzo, i cui lavori sono stati bloccati a seguito delle proteste dei cittadini e del parere contrario della Soprintendenza.

Nel corso del dibattito, i gruppi consiliari di opposizione hanno chiesto che l’atto di indirizzo includesse anche questi due casi, per avviare finalmente un ragionamento strutturato sulla pianificazione del sistema dei CCR in città. La mancata approvazione di questi emendamenti ha rappresentato un’occasione mancata per affrontare il problema nella sua interezza e offrire una risposta coerente e organica a tutte le comunità coinvolte.

In un contesto in cui la qualità della vita nei quartieri e la partecipazione effettiva dei cittadini dovrebbero rappresentare riferimenti centrali dell’azione amministrativa, la scelta di procedere in maniera selettiva rischia di alimentare disuguaglianze e sfiducia. La pianificazione territoriale e ambientale, specie quando riguarda impianti sensibili come i CCR, richiede visione, metodo e ascolto. Nessun quartiere può essere trattato come una periferia sacrificabile.

I gruppi consiliari di opposizione, che fin dall’inizio hanno seguito con attenzione l’intera vicenda, vigileranno sull’attuazione dell’atto approvato e continueranno a lavorare affinché anche gli altri CCR vengano delocalizzati, in un’ottica di equità urbana e di rispetto delle comunità locali. La città ha bisogno di un’amministrazione capace di ascoltare, di coinvolgere e di costruire scelte condivise. È da questa capacità che passa la credibilità delle istituzioni.

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