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Lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani sul bando da 3 milioni di euro per l’editoria locale

Egregio Presidente Schifani, 

con questa lettera aperta mi rivolgo a Lei, non solo come editore e direttore responsabile del quindicinale La Notizia, ma come cittadino siciliano che da cinquant’anni si impegna, senza sosta e senza alcun contributo pubblico, a garantire un’informazione libera, indipendente e radicata sul territorio. 

Apprendo con sconcerto che il nostro giornale è stato escluso dal recente bando regionale che mette a disposizione 3 milioni di euro a fondo perduto per sostenere l’editoria siciliana, con particolare attenzione – si legge – alle piccole realtà locali. Eppure proprio La Notizia, attiva ininterrottamente dal 1975, è stata sonoramente respinta. 

Le motivazioni? Apparentemente formali: mancherebbe un collaboratore e saremmo considerati una “vera” impresa. Un rilievo che riteniamo infondato, alla luce della documentazione allegata alla domanda, in cui si attestava la presenza di un collaboratore e si chiariva che, essendo la ditta individuale una forma imprenditoriale riconosciuta, non potevamo essere esclusi per questo motivo. 

Ciò nonostante, da Palermo è arrivata una risposta netta e definitiva: l’esclusione è obbligatoria. 

Mi chiedo, e Le chiedo: a cosa serve destinare milioni di euro all’editoria locale se poi si penalizzano proprio le realtà più piccole, quelle che ogni giorno faticano per sopravvivere e che da anni non ricevono alcun sostegno pubblico? Come si può pretendere che una piccola testata, che lotta per restare in piedi, assuma nuovi collaboratori prima di ricevere un eventuale contributo? 

Forse non è chiaro che ogni volta che chiude un giornale locale si spegne una voce del territorio, si perde un presidio di democrazia, si priva una comunità del suo strumento di informazione più vicino. La Notizia, in 50 anni di attività, ha dato voce a chi non ne aveva, raccontando storie ignorate dai grandi giornali e difendendo la libertà di stampa nei fatti, non a parole. 

Con tutto il rispetto per il Suo ruolo istituzionale, Presidente, questa esclusione suona come una condanna. Dopo mezzo secolo di attività, La Notizia rischia oggi di chiudere i battenti. Non per mancanza di impegno o di lettori, ma per un bando che, invece di sostenere chi resiste, premia chi ha già forza economica e strutture consolidate, spesso lontane dalla realtà siciliana. 

Mi auguro che Lei voglia riconsiderare questa impostazione e che non si continui a parlare di libertà di stampa e sostegno all’informazione mentre, nei fatti, si chiudono le porte in faccia a chi quella libertà la pratica ogni giorno, senza padroni e senza compromessi.
E’questa la vera colpa? 

Con rispetto, 

Nello La Fata

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