GENOVESI E GERRATANA (PD): “INCENDIO ECOMAC DI AUGUSTA. NOTA ASP SIRACUSANA CON INDICAZIONI PRECAUZIONALI SEGNALA CRITICITA’”
L’incendio presso l’ECOMAC Smaltimenti di Augusta (all’interno dello stabilimento di immagazzinamento dei rifiuti della società) del 5 luglio scorso ha destato allarme nella zona a nord del capoluogo. La nota diramata ieri in serata dall’ASP siracusana, riportante un elenco di misure precauzionali da adottare da parte della popolazione, è indirizzata ai sindaci dei Comuni di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa, Solarino e Sortino.
Questa l’area territoriale toccata dagli effetti della nube potenzialmente tossica a seguito dell’incendio di vaste proporzioni con ingenti quantità di rifiuti di plastica e cartone. In attesa di risultati analitici da parte dell’ARPA sulla presenza di contaminanti atmosferici. Risultati che forniranno un quadro più dettagliato sulle ricadute ambientali dell’incendio. Ma certo le raccomandazioni diffuse ieri segnalano sicuramente una criticità potenziale.
Va ricordato un analogo episodio, risalente a tre anni fa, anche se di dimensioni più limitate rispetto a quello dei giorni scorsi, originato nella stessa area ECOMAC
Il PD provinciale di Siracusa ha a tal proposito inviato una nota ai consiglieri dei comuni interessati dall’emergenza nube tossica per attivarsi a richiedere ai sindaci di verificare la presenza di diossine, furani e altre sostanze potenzialmente nocive. E di mantenere alta la guardia su questi temi.
Il riproporsi di episodi simili (quest’ultimo di maggiori dimensioni) impone l’urgenza di una rapida diffusione e comunicazione dei dati relativi alle ricadute nel caso di questa tipologia di eventi, che possono potenzialmente mettere a repentaglio la salute della popolazione. E la predisposizione di un “alert system” il più capillare possibile per raggiungere l’intero arco della popolazione interessata.
Un costante monitoraggio, con periodicità ravvicinata (al di là di eventi emergenziali), va predisposto e soprattutto va garantita la necessaria celerità nella messa a disposizione dei dati. Dati che non siano limitati alla salubrità dell’aria ma
riguardino anche i suoli e i corpi idrici, aspetti che rivestono maggiore criticità perdurante per archi temporali maggiori.
La presenza rilevante di aree coltive ed orti sociali nelle zone interessate dalla raccomandazione dell’ASP evidenzia l’urgenza di un maggiore e più efficace monitoraggio delle condizioni ambientali, dato che i prodotti agricoli finiscono sulle tavole della popolazione.
Va salvaguardata la massima trasparenza e tutela dei cittadini, e va fatta piena luce su eventuali responsabilità e mancanze nel riproporsi di episodi di tale entità e portata.

