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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA DEI COMPONENTI DELLA DIREZIONE REGIONALE DEL PD DI SIRACUSA

Le elezioni per il segretario del Circolo-Unione Comunale della città di Siracusa hanno fin qui portato al ballottaggio due candidati, Alessandro Dierna e Mariagrazia Ficara, entrambi appartenenti alla maggioranza che ha sostenuto l’elezione del segretario provinciale nonché a quella che ha eletto il nuovo segretario regionale.

Questo confronto cittadino non si è purtroppo caratterizzato come una fisiologica, concorde e, per altro verso, persino salutare competizione tra personalità distinte all’interno della medesima amplissima maggioranza. È subito parso, invece, un improvviso e inatteso strappo di una intesa nella capacità di dialogo all’interno della maggioranza – rispetto alla discussione e alle proposte di responsabilità apicali – con una candidatura alternativa e di rottura maturata in poche ore e in frontale contrapposizione. Una candidatura altresì frutto di una inedita alleanza tra un pezzo della maggioranza che votò il segretario provinciale e un pezzo della minoranza allo stesso duramente contrapposta (al punto da contestare la legittimità stessa del congresso e ricorrere alla Commissione di garanzia). Il tutto in un contesto nel quale due dei dirigenti proponenti la candidatura di Alessandro Dierna, e appartenenti alla maggioranza, avevano pure assunto, in precedenza e ripetutamente, l’impegno al sostegno di Mariagrazia Ficara. Questa improvvisa e inattesa novità politica è destinata a non limitarsi allo specifico ambito della Unione Comunale di Siracusa, ma ad estendersi all’intero quadro provinciale, come si è già riflesso nell’evidente e sorprendente tensione tra la Presidente dell’assemblea provinciale e il Segretario della Federazione. Una novità, fin qui taciuta, che avrebbe almeno meritato un previo e doveroso chiarimento politico agli iscritti e alle iscritte, in una condizione di aperta trasparenza, al fine di far conoscere alla comunità democratica del Siracusano le reali ragioni alla base di un tale repentino e brusco capovolgimento, emerso appena pochi mesi dopo la conclusione del congresso provinciale e manifestatosi, sorprendentemente, all’indomani delle elezioni provinciali di secondo livello.

Non a caso, l’elezione per il segretario cittadino è stata caratterizzata, fin dal giorno stesso del suo svolgimento, da un altrimenti inspiegabile clima di aperta ostilità ed esasperata contrapposizione, anche di tipo personalistico, nonché da una serie di dichiarazioni che, anziché svolgersi, com’è naturale, dentro gli organismi di Partito (ivi incluse le naturali sedi dei ricorsi e controricorsi di garanzia dentro cui far valere le proprie ragioni) sono state rivolte, o meglio date in pasto, alla stampa, addirittura evocando un inesistente, quanto ingeneroso, scontro generazionale. Questo clima di inusitata ostilità, spettacolarmente consegnato al dibattito pubblico, specie tra non iscritti, è sintomatico della discontinuità del quadro politico interno, fatta di possibili nuove alleanze politiche, tra un pezzo di maggioranza e un pezzo di minoranza. Una circostanza che, dal capoluogo alla provincia, finirebbe per snaturare, se non tentare di ribaltare, quel progetto politico che aveva ricevuto, appena qualche mese fa, oltre il 70% del consenso degli iscritti e delle iscritte nella nostra provincia. Un simile quadro, se confermato, costituirebbe un artificioso e profondo mutamento complessivo, non risolvibile da invocati caminetti, bensì di una portata tale da dover esser semmai nuovamente sottoposto a iscritti e iscritte affinché esprimano la propria libera, informata e consapevole scelta.

Occorre a questo punto verificare se siano ancora possibili sforzi congiunti di ricomposizione unitaria, dentro la maggioranza congressuale come all’esterno di essa. Un autentico tentativo di sforzo unitario non può che essere compiuto a partire da un atto di generosità e di rinuncia da parte di due candidati appartenenti alla medesima maggioranza, chiamati altrimenti a misurarsi nel ballottaggio del capoluogo. Infatti, un ballottaggio di tal genere, ove venisse davvero svolto in un tale clima, con una parità dei membri nell’assemblea del Direttivo e un’alleanza tra un pezzo di maggioranza e un pezzo di minoranza, non farebbe che fotografare ed esasperare la forte contrapposizione che è stata generata, con un costante assetto fortemente conflittuale – al di là del vincitore o della vincitrice – in cui la dirigenza si parlerebbe attraverso comunicati stampa e che finirebbe per bloccare l’azione dell’Unione Comunale, proprio quando essa andrebbe invece rilanciata. I congressi non servono solo a selezionare un vincitore o una vincitrice, con qualche voto in più nel Direttivo, ma a conferire, all’organizzazione del circolo, un governo politico collettivo, stabile, credibile, riconosciuto da tutte e da tutti e il più possibile inclusivo e rappresentativo. La strada di generosità e unità che si può percorrere è quella di condividere insieme una candidatura terza, con una sintesi delle due mozioni presentate, così da superare l’attuale clima e ricomporre la maggioranza, eventualmente allargandola, in un quadro veramente unitario con la minoranza: 1. riconciliando politicamente una candidatura terza direttamente con l’attuale presenza nella segreteria provinciale e nella maggioranza dell’assemblea provinciale; 2. coinvolgendo tutte le espressioni plurali, incluso il contributo delle democratiche e dei democratici più giovani presenti negli organismi. Non mancano certo personalità che, per entusiasmo, passione, militanza, esperienza, profilo professionale, maturità politica, possano ricoprire egregiamente questo ruolo. Da parte nostra, avendo apprezzato l’autorevole candidatura di Mariagrazia Ficara, che ringraziamo per la sua disponibilità e per il contributo di generosità che ha profuso in tutti questi anni e che continuerà a oTrire, siamo pronti ad accettare proposte di nominativi all’interno della maggioranza congressuale, 1. che rispecchino insieme le due caratteristiche sopra richiamate; 2. che oltre ad essere presenti nella segreteria Gerratana, siano stati proposti da sostenitori di Alessandro Dierna nell’assemblea provinciale; 3. che abbiano sostenuto la candidatura a segretario cittadino di Alessandro Dierna. Non mancano, come detto, personalità qualificate che possano racchiudere l’insieme di queste caratteristiche. Tra queste, vi è, ad esempio, quella del dott. Vincenzo Costa, ove lo stesso fosse disponibile, o di altri e altre militanti con qualificato profilo assimilabile, da invitare insieme caldamente e da incoraggiare a dare un contributo importante per l’unità del Partito.

Una candidatura terza, con le caratteristiche sopra enucleate, da individuare e condividere assieme, permetterebbe di ricostruire una composizione unitaria in città (dove la maggioranza che aveva votato il Segretario Gerratana aveva superato l’80%). Siamo convinti che se esiste una residua volontà di preservare la maggioranza congressuale provinciale o di costruire coraggiosamente un nuovo quadro veramente unitario con il coinvolgimento della minoranza, non lo si possa fare con ballottaggi definitivamente divisivi, né con tentativi di nuove maggioranze spurie a tavolino, né con esclusivi caminetti di ribilanciamento e riequilibrio tra quanti fino a qualche mese fa si erano già solennemente impegnati a condividere una proposta ampiamente maggioritaria nel capoluogo come nella provincia. Servono, invece, sinceri, generosi, trasparenti e concreti passi in avanti, come quelli qui sommariamente tracciati, con il contributo e il buon senso di tutte e di tutti. Affidiamo questa proposta al Segretario provinciale affinché voglia presto condurre un’iniziativa in tal senso”.

Firmato:

SALVO ADORNO, CRISTINA CHINDEMI, DAVIDE FRONTERRÉ, SALVO GENOVESE, BRUNO MARZIANO, MASSIMO MILAZZO, GLENDA RAITI, FRANCESCA SILLUZIO – Componenti Direzione regionale PD.

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