L’associazione “Teatro stabile di Augusta” con “La roba” tratta dalle Novelle rusticane” di Giovanni Verga
MAURO ITALIA & C VINCONO IL I PREMIO A PRIOLO
Di Giorgio Càsole
Augusta Con la rappresentazione della commedia “La roba”, l’associazione “Teatro Stabile di Augusta” ha conquistato i lI posto al festival del Teatro “LiberaMente 2025”, organizzato dal Comune di Priolo Gargallo, con la direzione artistica di Deila Caruso, svoltosi nel teatro del Comune, con la partecipazione di sei compagnie amatoriali. L’associazione augustana, di cui Mauro Italia è direttore i e regista, ha rappresentato una riduzione drammaturgica, scritta dallo stesso Italia, della novella “La Roba” di Giovanni Verga. La giuria ha decretato l’assegnazione del primo premio riconoscendo nel lavoro di Italia e sodali un’importante valenza comunicativa e scenica. Mauro Italia ha colto lo spunto offerto dal racconto, inserito nella raccolta ”Novelle rusticane”di Verga, costruendo due atti di una commedia con ben dieci personaggi che dialogano vivacemente tra loro in un siciliano comprensibilissimo, con battute e situazioni che suscitano il sorriso o una lieve risata, e con preludio, interludio e postludio canoro-musicali tali che si potrebbe definire l’opera come commedia con musiche, commedia che Italia avrebbe potuto e potrebbe ancora intitolare ‘A robba’, essendo scritta, appunto, in siciliano e con tipiche canzoni popolari della Sicilia. L’associazione “Teatro Stabile di Augusta” ha presentato al pubblico un pregevole lavoro, senza tradire Verga, ma anzi avvicinando i giovani allo scrittore, autore del capolavoro verista “Mastro don Gesualdo”, basato sulla tematica della “robba”. Poiché Mauro Italia, che ha curato la regìa dell’opera, non ha scelto per sé la parte principale, è possibile che abbia scelto il soggetto, “La roba”, appunto, e scritto il copione per affidare la parte del protagonista al suo grande sodale, quel Pippo Zanti, compagno di scena da anni, che è stato un superbo don Mazzarò, dall’inizio alla drammatica fine. Mazzarò, davanti a noi, umilia il vecchio e inetto barone, magnificamente interpretato da Santo Riffa, e rimane gretto e inflessibile sino alla fine, senza rendersi conto dell’affetto della za’ Mara, compagna degli stenti giovanili, efficacemente recitata da Giorgia Messina. Gli altri interpreti, Mauro Silvia Corbino,Ninetta Lavio, Lorenzo Ferraro, Concetto Cacciaguerra, Giuseppe Ciacchella e lo stesso Mauro Italia hanno reso piacevole e convincente la rappresentazione, con la collaborazione del gruppo folk ‘U ciauru di Sicilia”. G.C.

