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Il grande classico “San Giovanni decollato” di Martoglio in scena al Teatro Massimo di Siracusa da venerdì 27 a domenica 29 giugno in una

 coproduzione del Teatro Stabile di Catania e del Teatro della Città con mattatore Miko Magistro e la regia di Giuseppe Romani

Dopo lo straordinario successo delle repliche di Catania, tutte soldo out, da venerdì 27 a domenica 29 giugno il Teatro Massimo di Siracusa ospiterà “San Giovanni decollato” di Nino Martoglio, nuova coproduzione del Teatro della Città | Centro di produzione teatrale e Teatro Stabile di Catania.

 La regia di questo grande classico della tradizione del teatro catanese è affidata a Giuseppe Romani e, il mattatore di questa edizione, è il grande Miko Magistro, che darà al suo Mastro Agostino oltre ad una strepitosa comicità, una sconfinata umanità. Ad accompagnarlo un cast di attrici e di attori di grande esperienza: Elisabetta Alma, Carmela Buffa Calleo, Cosimo Coltraro, Lorenza Denaro, Roberto Fuzio, Turi Giordano, Claudio Musumeci, Lucia Portale, Raniela Ragonese, Francesco Rizzo, Ugo Valle.

 Agostino Miciacio è un calzolaio. Lavora in uno dei tanti “cuttigghi” della Civita. Ha una figlia in età da marito e una moglie che non tollera. Venera un’edicola in cui è ritratto San Giovanni Battista (una devozione che è quasi superstizione). Esasperato dai continui litigi con la consorte, al Santo chiede in continuazione un miracolo: “quantu ci sicca a lingua a me mugghieri”. Queste le premesse da cui prende l’avvio San Giovanni Decollato. Commedia per antonomasia, irriverente affresco di una Catania che non c’è più, fu scritta da Nino Martoglio agli albori del secolo scorso appositamente per il fenomenale Angelo Musco e la sua compagnia teatrale. È sicuramente uno dei capisaldi del teatro dialettale siciliano, mai uscito dal repertorio della tradizione, probabilmente grazie al fortunato omonimo film interpretato da Totò nel 1940. Dietro un plot semplice, ma pieno di spunti satirici e farseschi, si cela lo sguardo di Martoglio, ironico e pungente.

Il cantore della Civita e dei suoi pittoreschi caratteri umani, in questa commedia farsescamente “blasfema”, ci regala un congegno teatrale praticamente perfetto, dal ritmo vorticoso e dalla stupefacente sagacia drammaturgica.

regia Giuseppe Romani

con Miko Magistro   Mastru Austinu

Carmela Buffa Calleo    La ‘Gna Lona, sua moglie

Lorenza Denaro    Serafina, sua figlia

Claudio Musumeci    Don Ciccinu, studente

Turi Giordano    Massaru Caloriu

Elisabetta Alma   Massara Prudenzia

Cosimo Coltraro     Oraziu Scavonetto, inteso Funcidda, lampionaio

Lucia Portale   la Zà Petra, faccendiera

Raniela Ragonese    Concetta

Ugo Valle     il Sindaco

Francesco Rizzo     il Segretario Comunale

Roberto Fuzio    Prazzitu, ‘U Bannista, il cantastorie

scene e costumi Vincenzo La Mendola

foto di Antonio Parrinello

Coproduzione Teatro della Città | Centro di produzione teatrale e Teatro Stabile di Catania

durata 120′ (incluso intervallo)

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