Adorno (M5S Ars): “Aboliamo il quorum: chi non vota non può decidere. Dispiacere enorme per i lavoratori”
La parlamentare regionale catanese ha espresso il proprio rammarico soprattutto per l’esito dei quesiti che riguardavano il mondo del lavoro
PALERMO – “Abbiamo perso, sì. Ma soprattutto ha perso la democrazia. Ha perso il diritto alla partecipazione, ha perso la voglia di incidere sulle scelte, ha perso chi sperava in un’alternativa. E dispiace enormemente per i lavoratori precari, per i giovani del nostro paese, per chi attendeva una tutela concreta dei propri diritti. Dispiace perché molti cantieri continueranno a essere luoghi insicuri, privi di garanzie”.
Lo ha dichiarato la parlamentare del M5S all’Ars Lidia Adorno commentando il risultato del referendum dell’8 e 9 giugno. Adorno ha lanciato anche una riflessione sull’opportunità di mantenere il quorum per validare l’esito dei referendum.
“Chi vota decide, chi non vota rinuncia. Forse è arrivato il momento di abolire il quorum, perché in democrazia ogni voto deve contare. E anche l’astensione, per quanto legittima, è una non-scelta: non può avere lo stesso peso di chi si assume la responsabilità di decidere. Chi non vota, semplicemente non partecipa”.
Per la parlamentare catanese del Movimento Cinque Stelle all’Ars l’esito del referendum resta un punto di ripartenza.
“Non ci arrendiamo, anzi, rilanciamo – ha spiegato Lidia Adorno –. Ripartiamo dal dato reale, che dice che il 23,10% degli aventi diritto in Sicilia ha votato. Oltre un milione di siciliani ha detto la sua. Un numero più alto rispetto a chi ha portato Schifani alla Presidenza della Regione nel 2022 con 894.306 voti, sostenuto da tutto il centrodestra”.
Un dato che secondo Adorno non può essere ignorato, perché: “La voglia di cambiamento c’è anche in Sicilia. Esiste ed è viva. Non sarà certo un quorum anacronistico a zittirla o spostarla in secondo piano”.

