OFFICINA TEATRALE FA COSE DE’PAZZI PER FAR RIDERE IL PUBBLICO
di Giorgio Càsole
AUGUSTA. “Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s’allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel’insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!” Questa lunga citazione, tratta da “Il berretto a sonagli” di Pirandello, è stata scelta da Attilio Piazza, regista e primo attore della compagnia cittadina “ Officina teatrale” per la messa in scena della commedia “Cose de’ pazzi” , rappresentata per due sere consecutive nell’auditorium comunale della Cittadella degli studi. La citazione pirandelliana, messa in bocca al personaggio cui ruota tutta la vicenda, è la chiave per la comprensione della pièce giocata sul tema della follia, così è (se vi pare), per ricordare il titolo di un altro lavoro pirandelliano. All’interno di una famiglia siciliana dei nostri giorni è ospitato, per qualche giorno, un giovane cugino, che è stato ricoverato in una clinica psichiatrica e che fa di tutto per apparire fuori di testa. Il pater familias, Attilio Piazza, zio del ragazzo, fa buon viso a cattivo gioco, la madre, Mariagrazia Coco, mal sopporta l’ospite, ma accontenta il marito, il figlio, Mirko Birritteri, coetaneo del cugino, fa di tutto per non soccombere, la figlia, Mariacristina Aleo, aiutata dall’amica, Clara Acireale, non riesce a tollerare la presenza dello strano cugino e vuole neutralizzarlo per farlo ricoverare in ospedale fino a volerne la morte. Tutti i tentativi, però, falliscono, in un crescendo paradossale. Chi va all’ospedale sono tutti i componenti della famiglia, per prima la cameriera, Stefania Dibartolo; alla fine, chi trova la morte è la figlia. Nessuno, però, piange. Si ride solamente. Si ride come quando si ascoltano le storie buffe sui matti o le barzellette sui carabinieri. Tutti gli attori hanno reso efficacemente i loro personaggi, provocando il riso o il sorriso, sin dall’inizio, come Mariagrazia Coco, o per quasi tutta la scena, come Enzo Luglio, nei panni del cugino, e Mirko Birritteri. Peccato che, pur ridendo, il pubblico, tranne gli spettatori della prima fila, non abbia potuto godere bene la rappresentazione a causa delle poltrone troppo alte, non adeguate non solo per un teatro, ma nemmeno per un auditorium. Gli spettatori si sono lamentati in entrambe le serate. Direttore di scena è stata Rita Ranno, coadiuvata da Sebastiano Giardina, Rosolino Trapani e Peppe Tringali; Stefano Ianniello ha curato audio e luci. Pur infastidito dalle poltrone troppo alte, il pubblico ha applaudito con calore l’Officina teatrale di Augusta.

