AUGUSTA, Sia fatta la comicità con la compagnia diretta da Mauro Italia
Augusta. Un classico della drammaturgia siciliana “Fiat voluntas Dei” di Giuseppe Macrì è stato rappresentato dall’associazione Teatro stabile di Augusta, a conclusione della VII stagione di “Teatro nel cuore”, organizzata dalla stessa associazione, presieduta da Carlo Baffo, che durante la stagione, ha ospitato compagnie esterne alla realtà augustana, sotto la responsabilità di Mauro Italia, regista stabile dell’associazione e direttore artistico dei vari cartelloni dal 2018 a oggi. Nel consueto incontro con il pubblico, prima di ogni rappresentazione, Mauro Italia, prima dell’ultima, ha ammesso chiaramente che non si possono proporre agli spettatori contemporanei spettacoli in tre atti, con frequenti cambi di scene e recitati con un linguaggio non adeguato ai tempi, pur senza travolgere l’impianto originario della commedia, perché di commedia si tratta sempre, una commedia non cerebralistica, condita in “salsa serena”, come recita lo slogan, che mira, cioè, a far trascorrere un paio d’ore di buonumore, in allegria. Pur trattando il tema atavico della gelosia e del tradimento, la commedia, presentata ad Augusta con il titolo italiano “Sia fatta la volontà di Dio”, è stata riscritta e diretta da MauroItalia con il preciso intento di divertire il pubblico, che ha riempito la maggior sala del complesso di Città della notte. Era un pubblico, che segue da anni ormai la compagnia del “Teatro stabile di Augusta” , che ama e segue i suoi beniamini, tanto da dedicare generosi applausi dopo l’uscita di scena di ogni personaggio. Contrariamente a quanto fanno, in genere, i responsabili dei gruppi amatoriali, che sono primi attori e registi, Italia non riserva per sé il ruolo del personaggio principale, preferendo compagni di scena che siano, anche fisicamente, più idonei a calarsi nei panni del protagonista, che deve reggere tutta la scena. E certo non poteva trovare migliore attore di Pippo Zanti per l’interpretazione di padre Attanasio, uno scaltrito parroco di paese, attorno al quale ruota la vicenda narrata da Macrì. Pippo Zanti è stato, sin dal suo primo apparire, un credibilissimo, umanissimo prete, che ripete spesso, a mo’ di difesa, “parrinu sugnu non scemu”. Mauro Italia e Giorgia Messina hanno dato vita e spessore , rispettivamente, alle figure del sindaco geloso e collerico e alla moglie Mara, perdutamente innamorata del cugino Paolo, portato sulla scena da Lorenzo Ferraro, a sua volta preso dalle grazie della bella Annuzza, con il volto di Silvia Corbino, premiata, mesi fa, a conclusione di una rassegna teatrale nel crotonese. Concetto Cacciaguerra, padre di Annuzza, Santo Riffa e Ninetta Lavio, nei panni dei genitori di Paolo, hanno reso al meglio, soprattutto Santo Riffa, adeguato al ruolo per via dell’età. Una piacevole sorpresa, nel ruolo del sacrestano di padre Attanasio, è stata quella offerta da Pippo Ciacchella, che ha reso in chiave decisamente spassosa un’intuizione registica di sapore vagamente chapliniano. Attori e tecnici hanno dato appuntamento all’autunno prossimo per l’ottava stagione, sempre a Città della Notte

