Augusta. Al Circolo Unione, Roberto Camerini i miti del mare e Lighea
di Giorgio Càsole
Augusta. Le figure mitologiche delle sirene sono impresse nell’immaginario collettivo come figure di donne, di belle donne, con la coda di pesce. In mitologia sono le uniche figure che nel corso dei secoli hanno mantenuto il nome, ma hanno modificato il corpo. E’ stata l’affermazione iniziale di Roberto Camerini, ammiraglio della Marina Militare in congedo, che ha tenuto una piacevole relazione sul “Mare, leggende, miti e superstizioni” al Circolo Unione in Piazza Duomo. Il direttivo del sodalizio non poteva scegliere migliore relatore dell’ancor giovane ammiraglio di divisione, che ha ricoperto incarichi prestigiosi nell’àmbito della Marina Militare, non solo ad Augusta, dove è stato al comando di Marisicilia, ma anche a Livorno e a La Spezia. La presentazione dell’ospite è stata affidata al radiologo Alfredo Beneventano del Bosco, presidente dello stesso circolo, che ha messo a disposizione l’elegante salone di rappresentanza e l’attrezzatura per la proiezione su un grande schermo di diapositive e filmati con cui Camerini ha reso più gradevole il suo eloquio, avviato con l’illustrazione del mito delle sirene che egli ha messo in relazione con il passo biblico del libro della Genesi riguardante la mela o frutto proibito. Nel paradiso terrestre Eva e Adamo potevano cogliere qualsiasi frutto, tranne quello dell’albero della conoscenza del bene e del male, posto al centro nel giardino dell’eden; nell’Odissea omerica Odisseo/Ulisse resiste al canto delle sirene, che è il canto seduttivo della conoscenza, cantato dalle mitiche donne svolazzando attorno alla nave dell’eroe della guerra di Troia, così come mostrato da una pittura vascolare greca, proiettata sullo schermo, che documenta la versione ufficiale di queste figure mitologiche: il possesso, cioè, delle ali, non della coda di pesce. Il resoconto di questo mito non poteva non condurre a un altro racconto che ha per protagonista una sirena, quella Lighea che Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del celeberrimo Il Gattopardo, fa nuotare(e amare) fra le acque, anch’esse mitiche, di Punta Izzo in Augusta. Se pensiamo che proprio a Punta Izzo la Marina Militare possiede tre stabilimenti balneari (non distanti da dove c’era un poligono di tiro), possiamo capire le ragioni che avevano spinto l’ammiraglio Camerini, quando comandava Marisicilia, a chiedere alla Exxon Mobil i finanziamenti per realizzare una statua di Lighea da collocare su un scoglio di Punta Izzo e farla ammirare alla stregua della Sirenetta che si affaccia nel porto di Copenaghen. L’idea è rimasta solo allo stato embrionale.

