“Ridatemi la favola. Critica semiseria (non certo spiegata) sull’IA”
Al Grand Hotel Villa Politi presentato il libro di Gioia Pace
L’impatto dell’Intelligenza artificiale sulla vita di tutti i giorni e sulle relazioni umane e l’importanza di salvaguardare i libri, le storie, le favole.
Ridatemi la favola. Critica semiseria (non certo spiegata) sull’IAè il titolo del libro scritto da Gioia Pace, presidente dell’associazione “Gli amici della Dante” di Siracusa. L’opera, edita da Algra editore, è stata presentata nei giorni scorsi al Grand Hotel Villa Politi, alla presenza dell’autrice, di Massimo Arcangeli, don Guido Scollo e Santi Spartà.
Ridatemi la favola. Critica semiseria (non certo spiegata) sull’IAè un’opera che affronta le trasformazioni in atto nella società a causa del diffondersi a una velocità esponenziale di sistemi basati sull’intelligenza artificiale e mette in risalto, di fronte all’avanzare di questa tecnologia artificiale, la concretezza del libro cartaceo e l’importanza delle favole che “insegnano, educano alla vita, fanno riflettere e sorridere”. “L’Intelligenza artificiale – ha detto l’autrice Gioia Pace – non conosce i misteri della Natura perché è limitata ed è programma dall’uomo. Ora, se fosse programmata da un uomo, come Luciano Floridi o Santi Spartà non si avrebbero dubbi, ha detto l’autrice, ma se fosse programmata da qualche uomo che oggi è presente sui giornali con i suoi sbalzi di umore, ci sarebbero seri dubbi esistenziali”.
Nel corso della presentazione dell’opera, Massimo Arcangeli ha sottolineato come nella società di oggi “siamo diventati silenziosi e trasferiamo i conflitti quotidiano nel telefonino messaggiando di continuo” e come i “cambiamenti attorno a noi avvengono in maniera repentina al punto che spesso non ci accorgiamo di quello che accade”. Arcangeli ha inoltre evidenziato come l’autrice “con la sua attenta analisi ci mette in guardia su quanto l’uso smodato dello smartphone conduca facilmente alla demenza sociale ma l’uso esagerato dell’intelligenza artificiale condurrà alla demenza emotiva ed affettiva, alla depressione dettata dal vuoto di sentimenti, emozioni e passioni”. “L’intelligenza artificiale – ha commentato il fisico Santi Spartà – sarà dominante nel nostro presente ma è importante farne un uso moderato e tornare quando possibile alla lettura perché ci rende migliori. L’IA ci poterà facilmente a stare da soli ma la natura dell’uomo non è stare da solo perché, come dice Aristotele, l’uomo è un animale politico e ha la necessità di avere sempre accanto l’altro perché l’altro è unico e ci fa godere dei sorrisi della vita”. Tra i relatori anche don Guido Scollo che ha ribadito come l’Intelligenza artificiale non abbia “un’anima e per questa ragione non potrà mai relazionarsi con il trascendente”.
A chiudere il seminario sono stati Martina Casale e Delia Purpura che hanno letto due favole per ribadire quanto affermato da Gianni Rodari, che la favola “è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo, il quale ha bisogno della scrittura oltre di algoritmi sostenuti da big data”.

