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L’ AUGUSTANO MAX SCUDERI DIVERTE CON IL SUO “DIARIO DI UN CAMPO MILITARE”

di Giorgio Casole

“Il sergente maggiore Picciotto aveva organizzato con Zagor una gara delle sue. Era noto per essere uno  scorreggiatore  da urlo, anzi da boato e aveva partecipato a una gara di ‘rombi e tanfi’ anche a Chi-cago, vantandosi d’essere arrivato quinto su ottanta concorrenti. Quando il petomane emanava  nell’aria uno dei suoi famosi peti, l’ossigeno presente nell’aria veniva subito risucchiato dal puzzo terrificante e vi era un fuggi fuggi generale. Le piante si piegavano su sé stesse al limite della rottura e le tende vicine si accartocciavano. Qualcuno sveniva e altri indossavano immediatamente orrende maschere antigas per non morire asfissiati”. Il passo tra virgolette non riguarda “Il petomane”,un film del 1983, diretto da Pasquale Festa Campanile, con Ugo Tognazzi interprete di un singolare personaggio francese che modulava  le sue scorregge a suon di musica, davanti     a un pubblico scanzonato e divertito. La lunga citazione, suscitatrice di una sana risata, è tratta dal nuovo libro di Max Scuderi, “Diario di un campo militare”, una parodia, che vira verso la satira, con punte di grottesco,  godibile dall’inizio alla fine, in cui  Scuderi prende in giro le attività giornaliere trascorse in un campo militare, nei pressi di Piazza Armerina,   durante la naja, il servizio militare obbligatorio per tutti i maschi fino al 2004. Scuderi racconta, secondo uno stile che ricorda molto da vicino quello  usato da Paolo      Villaggio per descrivere le disavventure del ragionier Fantozzi. “Il libro è coinvolgente”, assicura nella prefazione Ferruccio Gard, già corrispondente da Venezia del Tg1, per il quale la parodia di Scuderi “si fa leggere di corsa anche perché ricorda, in modo esilarante, le pellicole cinematografiche de ‘L’Armata Brancaleone’ , di Fantozzi o, addirittura, i fumetti i Sturmtruppen di Bonvi, con una fondamentale differenza: che i fatti qui sono reamente accaduti.” Accaduti, sì, ma deformati dalla satira di Scuderi, che li rende accattivanti e ci regala un’ora di buonumore, di allegria, magari sotto l’ombrellone. Scuderi sta andando in giro per l’Italia a presentare questo suo libro, ad appena un anno di distanza dal suo primo , “Sono nato di domenica”, in cui descrive gli anni della sua adolescenza e della giovinezza ad Augusta,  sua città natale,  da cui non si è staccato, pur vivendo da circa dieci anni in Veneto,  dove insegna .

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