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Incessante attività dell’OPA: Prossime iniziative? La tassa sui rifiuti e il Parco Archeologico

Prosegue nei comuni del siracusano la raccolta firme per la costruzione dell’ospedale di 2° livello finanziato dalla Regione Sicilia. Domenica scorsa, in piazza Pancali ad Ortigia, oltre mille persone hanno sottoscritto la petizione, condividendo l’iniziativa sociale. Decine di aderenti al movimento, nel gazebo sotto il sole, insieme ai due consiglieri comunali siracusani Franco Zappalà e Alessandra Barbone, hanno sensibilizzato tutto il giorno le migliaia di persone a spasso per Ortigia per firmare questa proposta. Ottimo battesimo per l’OPA, l’Osservatorio Politico Aretuseo, nato poche settimane fa a Siracusa per opera di esponenti di tutte le categorie del sociale e già conosciuto su tutte le testate regionali. Tutelerà i diritti dei cittadini e darà voce a chi oggi voce non ha, raccogliendo le esigenze pubbliche e proponendo le relative soluzioni. Hanno già aderito al movimento consiglieri comunali e persone da tutti i centri urbani. Zappalà e company saranno d’ora in poi in giro per la provincia con i tavolini per raccogliere consensi alla mozione. Prossime iniziative, l’abbassamento della tassa sui rifiuti e la condivisione con il Consiglio Comunale di Siracusa e la sua giunta delle scelte operate dal direttore del Parco Archeologico per l’utilizzo del sito ed i servizi erogati, la cui spesa si aggira intorno ai nove milioni di euro annui, che, in atto, l’agrigentino Carmelo Bennardo deciderebbe da solo. Mentre il Museo Paolo Orsi e gli uffici adiacenti non manterrebbero i requisiti di sicurezza statuiti per i luoghi di lavoro, sporchi e con gli arredi non a norma, il direttore concede in uso spazi ad artisti suoi compaesani, preclusi in atto ai residenti, decidendo da solo il calendario delle iniziative stagionali. Un sito in provincia di Siracusa, potenziale volano di un’economia asfittica, gestito solitariamente con fondi pubblici regionali senza alcuna condivisione della classe politica nativa e, tolte le rappresentazioni dell’INDA, negato agli esponenti locali della cultura, dell’arte, dello spettacolo. Con il silenzio assenso della deputazione regionale e nazionale.

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