AUGUSTA, CONTRADA SCARDINA, RESIDENTI SUL PIEDE DI GUERRA
di Giorgio Càsole
Augusta. Con la locuzione “Contrada Scardina” (l’accento è sulla i”) è designata un ’ampia superficie fra l’area dell’ospedale Muscatello e contrada Fontana. La contrada Scardina, oltre vent’anni fa, era soltanto una zona di campagna, dove sorgevano alcuni plessi edilizi per case di lavoratori: un autentico quartiere dormitorio, con situazioni a rischio, non servito da servizi essenziali, necessari e indispensabili quando si realizzano insediamenti abitativi, quali strade idonee di accesso, luce e vie di fuga. Da una decina d’anni circa, in quella contrada è sorto un supermercato con ampio parcheggio, fra i più frequentati di Augusta. “Meno male che c’è il supermercato, perché possiamo avere qui il riverbero delle sue luci n questo quartiere così abitato, ma così dimenticato dai politici”, ci dice Viviana La Cava, giovane mamma di tre figli, che da vent’anni abita in una di queste palazzine e che è stanca di non avere risposta dagli amministratori che si sono succeduti a palazzo di città, i quali, da candidati, sono venuti a chiedere i voti ai residenti. Le condizioni della strada di accesso, una vera strada gruviera, sono tali che, quando piove e le buche e i fossi si riempiono d’acqua, spesso i postini o altri prestatori di servizi si rifiutano di consegnare la posta o altro. “Non solo siamo penalizzati da questo punto di visa”, rincara Viviana La Cava, “ma noi subiamo danni notevoli alle nostre macchine; io, con tre figli, vado e torno almeno dieci volte al giorno, mettendo a rischio la coppa dell’olio, i copertoni e altro, a causa delle condizioni impressionanti della strada, l’unica via d’accesso. Si può anche sprofondare, com’è successo a un’auto per sollevare la quale sono stati chiamati i vigili del fuoco. Qui ci sono disabili che hanno un unico veicolo per muoversi e capirete quali enormi rischi devono affrontare. Io abito qui da quando c’era mia madre e in vent’anni la situazione non è cambiata di una virgola, nonostante i video di documentazione che io ho mandato all’attuale sindaco”. Cos’ha risposto?
“Ha risposto che a breve avrebbe provveduto. Sono passati tre anni e non abbiamo visto nulla. Ecco perché desideriamo far sapere all’opinione pubblica che siamo stufi e stanchi.” Alla signora La Cava fa eco Peppe Mandragona, che tuona: “Siamo stanchi d‘essere presi in giro” e precisa che volevano far da sé, colmando i fossi: “Avevamo raccolto fra di noi una somma per acquistare l’asfalto a freddo, atti a coprire almeno i buchi. Siamo stati minacciati, pensi un po’. Se avessimo messo mano ai lavori, saremmo stati denunciati. Ci siamo dovuti fermare, ma abbiamo deciso di rivolgerci a un avvocato”. La decisione di rivolgersi a un legale è rinforzata a quanto afferma con decisione uno dei condomini presenti all’intervista, Antonio Fazio. Fazio ricorda, assecondato dalla signora La Cava, che, anni fa, essendo sindaco la pentastellata Maria Concetta Di Pietro, i condomini furono convocati al municipio dalla Di Pietro e ricevettero l’assicurazione che “i soldi per fare la strada erano stati versati. Dove sono finiti questi soldi?”. Lo stato delle cose non è solo questo. La signora La Cava sottolinea anche il pericolo che viene dall’erba alta. “Qui d’estate ci sono stati incendi che, a momenti, rischiavano di lambire gli appartamenti. Vogliamo la nostra sicurezza e la nostra dignità .”

