Sicilia, DPI distribuiti dalla Regione – ma le mascherine sono idonee?
Oltre tredici milioni di dispositivi di protezione individuale e apparecchi sanitari sono stati distribuiti dalla Regione Siciliana, tramite la propria Protezione civile. A beneficiarne, le strutture sanitarie, case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistite, Comuni, Prefetture, Forze dell’Ordine, Esercito, ex Province, carceri, dipartimenti regionali, Confcommercio e Confesercenti.
I numeri in dettaglio: quasi otto milioni di mascherine (chirurgiche, ffp2, Ffp3 e M95); tre milioni e mezzo di guanti; un milione e duecentomila tra camici, calzari, tute e cuffie. Tra gli altri materiali distribuiti anche 52 mila tra occhiali e visiere, oltre 285mila tamponi e kit diagnostici e poco meno di 40 mila apparecchi sanitari. I dpi e il materiale consegnato proviene da acquisti diretti della Regione e della Protezione civile nazionale, oltre che da donazioni di privati.
Resta però il dilemma dell’inidoneità delle mascherine, posto che le stesse, a marzo erano state mostrate dal Governatore come stracci catturapolvere. Si può chiedere al personale di espletare il proprio servizio, particolarmente all’esterno, con questi dispositivi che non coprono né mento né naso?
Nello specifico, gli Ispettorati Territoriali del Lavoro chiamati adesso a eseguire controlli sul rispetto delle disposizioni ministeriali afferenti all’uso dei dispositivi per l’emergenza sanitaria in atto nonché sulla loro idoneità, dovranno farlo usando queste “mascherine”?

