AUGUSTA, LEGAMBIENTE: GRAZIATE “LE GRAZIE”, MA IL RESTO?”
AUGUSTA. “Rientra nei valori -limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia il campione di acqua prelevato, nei giorni scorsi, in prossimità della spiaggetta delle Grazie, dove, tuttavia, permane il divieto di balneazione che esiste nel golfo Xifonio, principalmente per la mancanza del depuratore.”L’affermazione è di Legambiente che, con “Goletta verde, è tornata per il terzo anno consecutivo a esaminare le acque della spiaggetta cosiddetta delle Grazie, in pieno centro storico, dove in tanti fanno il bagno, mentre un’altra stagione estiva trascorre senza depuratore.
A questo proposito, a 8 anni dall’inizio del commissariamento (giugno 2015, primo commissario Vania Contrafatto), si è conclusa a marzo 2023, la fase di verifica ambientale del progetto per gli interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo. Successivamente l’Autorità di bacino della Regione siciliana, alla luce della conferenza dei servizi del 25 maggio scorso, ha rilasciato nella stessa data l’Autorizzazione idraulica unica.
“Vi sono però numerose prescrizioni da adempiere ante e post opera ” – osserva Enzo Parisi di Legambiente- 3ci auguriamo la struttura commissariale ottemperi quanto prima e davvero proceda rapidamente con progetto esecutivo, appalto e inizio lavori. Lavori che comunque, stando al cronoprogramma, avranno una durata di 1340 giorni e purtroppo non comprendono l’agglomerato di Agnone”.
Secondo gli ambientalisti la già problematica condizione in cui si trova il mare di Augusta è sempre più messa a rischio dalla continua aggressione al litorale con la cementificazione e la privatizzazione di ampi tratti della costa balneabile, dal permanere di gravi fenomeni di erosione costiera, dai vincoli militari e industriali e dalle barriere architettoniche. Con cancelli, strade private, muri e recinzioni si continua a negare il diritto di accesso al mare a tutti i cittadini.
“Troppi sono quegli elementi che impediscono il diritto alla libera e sicura fruizione della risorsa mare e che, in nome dell’interesse generale, dovrebbero indurre le autorità a interventi di tutela anche ricorrendo, come sarebbe il caso, ad espropri per pubblica utilità e alla destinazione all’uso pubblico di qualche strada privata–sottolinea Parisi, che precisa: “ Un altro elemento critico è la “vaghezza” del Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo, lo strumento di pianificazione della costa approntato dall’amministrazione di Augusta, che non indica con precisione quali tratti accessibili del litorale saranno destinati alla libera fruizione e quali invece concedibili ai privati. Siamo quindi tutti chiamati a seguire queste vicende e a partecipare per tutelare la risorsa mare e il diritto a usufruirne”.

