“La Terapia Domiciliare Precoce”, la strategia per contrastare il covid a cura di Anselmo Madeddu
“I medici delle USCA – spiega Anselmo Madeddu – su indicazione del medico curante o del pediatra si recheranno presso il domicilio dei pazienti ed effettueranno, oltre al tampone, anche un semplice esame del sangue, per escludere alcune controindicazioni alla terapia come ad esempio il favismo e, se necessario, un ECG per escludere eventuali allungamenti del tratto Q-T e dunque del rischio di aritmie. Quindi, sempre sotto il controllo dell’infettivologo, somministreranno la terapia, fondata sostanzialmente su quattro farmaci, a seconda dei casi. Il primo è l’idrossiclorochina, un antimalarico che si sta rivelando un potente antivirale perché interferisce sui recettori cellulari di SARS-CoV-2 impedendo al virus di entrare nelle cellule. Il secondo è l’eparina a basso peso molecolare, perché previene il tromboembolismo venoso che molti studi italiani stanno dimostrando essere alla base delle morti per covid. Il terzo è un cortisonico secondo le indicazioni dell’infettivologo, perché previene le reazioni abnormi dei processi infiammatori della malattia. Ed il quarto è un antibiotico, di solito una cefalosporina di terza generazione, in caso di sovrinfezione batterica”. Ma si tratta di una rivoluzione terapeutica che ha già dato risultati anche in Ospedale. Oggi Siracusa ha il tasso di guarigioni più alto dell’Isola e sono crollati i ricoveri in Terapia Intensiva.
“Fino a metà marzo – continua Madeddu – la letteratura scientifica, soprattutto cinese, ci diceva di non usare antinfiammatori e cortisonici. nelle settimane successive, in Italia, ci si è accorti che i pazienti andavano in Terapia Intensiva per Tromboembolia venosa polmonare, pertanto era inutile ventilare polmoni in cui il sangue non arrivava, perché prima occorreva sciogliere i trombi. Non è un caso che da quando è stata introdotta l’eparina sono crollati i ricoveri in terapia intensiva. Inoltre, poiché si è capito, strada facendo, che il problema non è il virus ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule penetrate dal virus, sono stati introdotti farmaci come il famoso Tocilizumab usati nelle malattie autoimmuni reumatiche. Non è un caso che i pazienti affetti di artrite reumatoide non si ammalano di coronavirus. L’introduzione di queste nuove strategie terapeutiche nelle ultime tre settimane ha completamente modificato l’esito clinico. E mi sento davvero di ringraziare i colleghi delle Malattie Infettive di Siracusa che hanno tempestivamente adottato le nuove strategie, ottenendo questi brillanti risultati”.
Adesso dunque la parola passa al Territorio. Giocare d’anticipo, insomma, ed aggredire la malattia già a casa, nelle prime fasi per evitare i ricoveri e alleggerire il sistema. “Mi sento di ringraziare tutti i colleghi del Comitato Tecnico-Scientifico – conclude Madeddu – e tutti i medici e gli operatori sanitari della ASP, che insieme ai medicini di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai medici delle USCA stanno dando il meglio di se nell’interesse primario della salute dei cittadini”.

