DA SICILIANTICA UNA RICHIESTA ALL’ASSESSORATO AI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIANA: SI ISTITUISCA UNA NUOVA COMMISSIONE DI TUTELA DEL TEATRO
Ogni anno è sempre la stessa storia, sul fiorire del mandorlo sbocciano le polemiche sull’uso intensivo del Teatro Greco di Siracusa, sulla necessità di un restauro conservativo di cui però non c’è neanche la bozza di un progetto.
Nelle ultime settimane, come già per la passata stagione turistica, si discute circa l’opportunità di utilizzare il teatro per concerti di musica leggera perché la propagazione delle onde acustiche causerebbe effetti dannosi sulla locale pietra calcarenitica. Lasciando da parte l’inopportuno confronto con i teatri di Taormina e Verona, “insensato” usando le parole dello stesso prof. Lazzarini, in quanto a differenza di questi ultimi il teatro di Siracusa è l’unico interamente scavato nella roccia tenera.
Non entrando nel vespaio della polemica “concerti si, concerti no”, il Coordinamento Regionale di SiciliAntica lancia una proposta all’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana: istituire una nuova commissione di tutela del teatro.
Punto di partenza è la Carta di Siracusa; citata tanto e a sproposito non sembra si sottolineino abbastanza i suoi punti fondamentali relativi cioè alla necessità di preservare il manufatto con azioni continue di diagnostica, monitoraggio, conservazione e restauro, così da renderlo fruibile e condivisibile alle generazioni future. Nella Carta si parla anche di “sostenibilità dell’attività teatrale e di salvaguardia dell’edificio archeologico e del suo contesto ambientale”; sebbene sia noto che la cavea dell’edificio teatrale sia quella oggetto di maggiore attenzione da parte della comunità scientifica è altrettanto vero che la scena e l’orchestra hanno uguale urgenza di tutela, e non sembra che ci sia stato finora alcun tipo di intervento in tal senso, considerato che ci sono passate sopra per abbellimenti scenografici a fini teatrali non musicali, gru e automobili… E allora? Blocchiamo anche le rappresentazioni classiche? Non è questa di sicuro una soluzione percorribile che danneggerebbe l’immagine e lo stesso indotto della città.
L’Associazione SiciliAntica ritiene sia necessario instaurare un dialogo serrato e costruttivo con le istituzioni regionali, avanzando la proposta di nominare un’apposita commissione indipendente a tutela del teatro, che lavori in sinergia con il Parco Archeologico di Siracusa e che quest’ultimo abbia un ruolo deliberativo e non solo consultivo come nella Commissione regionale di valutazione – che è preposta all’autorizzazione degli spettacoli nei vari siti.
Le competenze di una commissione di tutela garantirebbero il rispetto della Carta di Siracusa perché i componenti sarebbero solo esperti del settore: archeologi, geologi, storici dell’arte e architetti, unitamente al Soprintendente e al Direttore del Parco Archeologico. Si ritiene infatti che questo percorso risolverebbe la problematica comprensione delle competenze oggi espresse dalla citata Commissione regionale di valutazione, all’interno della quale non sono contemplate figure di esperti in materia di tutela.
Data l’urgenza, essendo già in essere studi validi per la tutela e la salvaguardia della struttura teatrale, occorrerebbe bandire un concorso per la selezione di un progetto di restauro valido e duraturo nel tempo per assicurare ai posteri la sopravvivenza di un bene unico nel suo genere. Un percorso che potrebbe davvero restituire alla comunità mondiale il teatro greco siracusano nella sua silenziosa bellezza.

