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Saluti da Orvieto

Continua il viaggio di RepportSicilia.com tra le bellezze d’Italia

Simbolo della città, il Duomo tra le cattedrali più belle d’Italia e del mondo. L’inizio della costruzione data al 1290 per volontà della Chiesa e del Comune, per sostituire le due precedenti basiliche che insistevano sulla stessa piazza. La leggenda vuole però che sia stato il Miracolo di Bolsena propiziarne l’edificazione. La fabbrica del duomo assembla in se diversi stili architettonici ovvero il romanico e il gotico.

Tra gli artisti che hanno partecipato alla progettazione e alle sue rifiniture si ricordino  Arnolfo di Cambio e Lorenzo Maitani per la parte architettonica e Ippolito Scalza per la statua cosiddetta “della Pietà” e l’imponente organo a canne.

Dei pittori un ruolo fondamentale hanno avuto artisti quali Gentile da Fabriano, Lippo Memmi, Beato Angelico, Ugolino di Prete Ilario e Luca Signorelli.

I Mosaici della facciata del Duomo di Orvieto raccontano gli eventi principali della vita della Vergine a cui la cattedrale fu dedicata, dalla sua nascita all’assunzione in cielo.

Il Rosone di Andrea di Cione detto l’Orcagna (1354 -1380), è il fulcro della facciata del Duomo. Costituito da un doppio giro di colonnine con archi intrecciati, dove al centro campeggia il volto di Cristo Redentore circondato da quattro mosaici negli spicchi. Questi sono di Piero di Puccio (1388), e raffigurano i quattro dottori della chiesa: Sant’Agostino, San Gregorio Magno, San Girolamo e Sant’Ambrogio. All’esterno, il rosone è circondato da altre sculture raffiguranti gli apostoli e i profeti. Le statue e le teste sono di travertino.

Le sculture bronzee della facciata, opera del Maitani, simboleggiano i quattro Evangelisti ovvero l’ Angelo (San Matteo), il Leone (San Marco), l’Aquila (San Giovanni) e il Toro (San Luca), ai quali si aggiunge sul portale centrale principale un’altra scultura in bronzo con un baldacchino dedicato alla Vergine Maria.

Le guglie del Duomo hanno alla base quattro grandi bassorilievi in marmo, ognuno dei quali racconta fatti del vecchio e nuovo testamento cosi articolate: nel primo bassorilievo sono rappresentate storie del Vecchio Testamento con immagini della Genesi, dalla Creazione, alla nascita di Adamo ed Eva fino al fratricidio di Caino verso Abele.

Nel secondo bassorilievo c’è l’Albero di Jesse, con la genealogia della stirpe di Gesù e profezie messianiche, con scene di Abramo, Re David, Salomone e la Crocifissione.

Nel terzo bassorilievo sono le storie evangeliche narrate nel Nuovo Testamento, con la Natività e l’Annunciazione, la strage degli innocenti, il bacio di Giuda, la flagellazione di Cristo e Maria al Santo Sepolcro.

Nel quarto e ultimo  sono raffigurate scene del Giudizio Universale con immagini di dannati ed eletti, la resurrezione dei morti. Tema che viene rappresentato magnificamente anche nella pittura con gli affreschi del Signorelli nella Cappella di San Brizio con scene apocalittiche e la Resurrezione.


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