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AUGUSTA, TARIFFE  ALLE STELLE, ACQUA SPORCA E ALTRO ANCORA

di Giorgio Càsole

Augusta. “Non bastavano le stratosferiche bollette per luce e gas, ora ci si mette anche il Comune a perseguitarci!” La nota dolente è pronunciata dalla signora  C.S., pensionata settantenne, che esprime il dramma di tanta gente che in questo periodo riceve avvisi di pagamento per i consumi di gas e luce triplicati, a volte, rispetto allo scorso anno a parità di consumi. Recentemente, su “La Sicilia” abbiamo dato notizia che in un noto bar di Floridia i prezzi dei prodotti, caffè compreso, sono stati aumentati a causa delle bollette, ma prima i clienti sono stati avvertiti   con quest’avviso: ” “Siamo costretti a aumentare i prezzi non perché siamo cattivi, né perché vogliamo guadagnarci, ma solo ed esclusivamente per sopravvivere. Chiediamo scusa per il disagio.” Sulla  vetrina del bar erano incollate copie di bollette relative ai mesi estivi dello scorso anno e di  quest’anno: a parità di consumi e, talora, a fronte di consumi minori, lo scorso anno i costi da pagare sono stati quest’anno tre volte quelli del 2021. La situazione non è dissimile ad Augusta,  come nel resto d’Italia. Ad Augusta al titolare di una piccola azienda è stato ingiunto di pagare ben 40 mila in un’unica soluzione per il consumo di energia elettrica. Le cose non vanno egualmente bene per le abitazioni di comuni pensionati, come quella della signora C.S., che, in più, s’è vista arrivare dall’ufficio tributi del Comune di Augusta la bolletta per il consumo d’acqua relativa al 2014. “Ma com’è possibile? Si domanda la pensionata: “Siamo nel 2022, la prescrizione è di cinque anni e mi chiedono il pagamento dopo 7 anni?”. “La bolletta la dovremmo mandare noi al Comune,  con annessa nota spese per tutti i danni creati dai loro guasti a noi e per avere nuovamente acqua gialla che esce dai rubinetti (quelli ancora funzionanti)”, dice amareggiata la signora Amalia Morso, che mette in luce  un problema comune a molte famiglie: quello dell’acqua sporca. Lamenta, infatti, la signora: “ Ho messo fuori in veranda una bella vasca a conca smaltata sotto il cannello dell’acqua diretta. Ogni volta che innaffio le piante,  prima che chiuda il rubinetto, l’acqua gocciola dentro la vasca, ebbene, si sono depositate due dita di spessore di terra mista a fanghiglia; la stessa cosa, avviene all’interno della tubatura”. Poi c’è il problema di chi paga 3.5oo euro per la TARI, la tassa sui rifiuti solidi urbani, e non ha nemmeno il servizio a domicilio, come ci riferisce G.S., titolare d’un’officina in contrada Cozzo Filonero,  che paga tale cifra in base ai metri quadri, ma è  costretto a recarsi altrove per conferire i sacchi dei rifiuti, giacché  la ditta incaricata dal Comune non passa da lì per ritirare i rifiuti, come da contratto, e, ovviamente, G.S. si sente “beffato e mazziato”.

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