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AUGUSTA, MCDONALD’S IN AREA VERDE: APPELLO AL CGA CONTRO LA SENTENZA DEL TAR CATANIA     


 IN DIFESA DELLA TERRA DI TUTTI, RACCOLTA FONDI PER LE SPESE DI GIUSTIZIA

di Giorgio Càasole


AUGUSTA. L’associazione Natura Sicula, con il sostegno di Legambiente Augusta e Punta Izzo Possibile, ha proposto appello al Consiglio di giustizia amministrativa (CGA) della Regione Siciliana contro la sentenza del TAR Catania che ha dichiarato inammissibile il ricorso per l’annullamento della delibera dell’Amministrazione comunale di Augusta, con la quale l’Amministrazione ha ceduto alla McDonald’s l’area verde tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro per realizzarvi un locale tipico dell’azienda americana

Con sentenza pubblicata lo scorso 29 settembre, il TAR ha ritenuto Natura Sicula non legittimata ad agire in giudizio per opporsi alla cessione per fini commerciali privati di un’area pubblica vincolata dal P.R.G. comunale a zona F per “attrezzature e impianti di interesse generale”. La sentenza ha pertanto omesso di esaminare nel merito la fondatezza delle censure mosse contro il provvedimento impugnato. Tra queste, l’aver esautorato le prerogative del consiglio comunale, la mancata indizione di un bando di gara, la violazione dei vincoli urbanistici di zona F e della normativa che imponeva di scongiurare il consumo di suolo e di sottoporre il progetto della McDonald’s alle preliminari valutazioni ambientali (V.A.S. e V.Inc.A.).   
I giudici amministrativi  hanno altresì condannato Natura Sicula al pagamento della somma di 2990 euro tra spese processuali e accessori di legge. Una condanna gravosa per un’associazione senza scopo di lucro che si regge solo grazie al contributo dei propri soci-volontari.       

“La pronuncia del TAR Catania è, a nostro avviso, profondamente ingiusta ed errata, in quanto capovolge la consolidata giurisprudenza che, da almeno due decenni, riconosce alle associazioni ambientaliste un’ampia legittimazione ad agire in giudizio per la difesa di interessi e beni collettivi”, affermano le associazioni ambientaliste.     

“Negare a queste associazioni l’accesso alla giustizia significa, di fatto, menomare la fondamentale funzione di tutela del territorio svolta da enti che sono espressione della società civile e argine democratico contro gli abusi del potere politico e amministrativo. Il rischio è quello di vanificare ogni opposizione civile rispetto a opere illegittime e/o dannose per le comunità. Oggi è il caso di un fast food al posto di un palmeto, ma domani potrebbe trattarsi di progetti e piani ben più impattanti per l’ambiente, i beni comuni e la salute pubblica”, ammoniscono le associazoni.

Natura Sicula, nella sua qualità di associazione di tutela ambientale, agisce da sempre per la difesa del territorio da iniziative urbanistiche ed edilizie che producono un’irrazionale consumo di suolo in danno dei beni collettivi, delle aree verdi e della qualità di vita delle comunità.                        

Appare, quindi, paradossale affermare che la stessa associazione non è legittimata a ricorrere alla giustizia amministrativa per chiedere l’annullamento di un provvedimento illegittimo che, in violazione dei vincoli urbanistici di zona “F”, sancisce l’irreversibile perdita e cementificazione di una delle ultime zone verdi risparmiate all’espansione edilizia del quartiere borgata di Augusta.       

E’ bene ricordare che l’area in questione è un vero e proprio palmeto, contraddistinto dalla presenza di una considerevole macchia a Palma nana Chamaerops humilis, per una superficie pari a circa 1000 mq. La Palma nana è una pianta di elevata importanza sotto il profilo naturalistico e meritevole di protezione, simbolo – solo per citare l’esempio più noto – della Riserva naturale dello Zingaro. E’ una specie protetta, la cui presenza ha inoltre contribuito a giustificare la decretazione di vincolo ambientale delle aree naturali dell’Isola di Capo Passero e del Plemmirio (iscritte nel Piano regionale di parchi e riserve).

Il palmeto si arricchisce di altre specie di palme e di alberi ad alto fusto. Tra questi, si registrano numerosi esemplari di Ficus sp., Acer truncatum, Washingtonia robusta, Yucca aloifolia, Fraxinus angustifolia, Fraxinus americana e Phoenix canariensis.                   

Per far fronte alle ingenti spese di giustizia e sostenere il ricorso d’appello dinnanzi al CGA di Palermo, lanciamo una raccolta fondi per tutti i  cittadini che vorranno contribuire alla difesa del palmeto tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro. Per fare in modo che quest’area venga sottratta al cemento e resti pubblica, chiedendo la sua riqualificazione quale spazio verde fruibile da tutti.

Per sostenere l’iniziativa, è possibile versare un contributo, con causale “A DIFESA DEL PALMETO”, al seguente conto corrente: IBAN IT13H0200817102000300751418

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