Cassibile. Romano spiega la presa di posizione del comitato “novillaggio”riguardo la proposta di utilizzare il centro di Cassibile per l’emergenza umanitaria in Ucraina”
“Vorrei spendere due parole che, anche se dovrebbero essere superflue, sono necessarie in difesa della verità.
Parlo al nome del comitato #novillaggio, che negli scorsi mesi ha fortemente protestato sulla scelta dell’amministrazione Siracusana sull’edificazione del villaggio per lavoratori extracomunitari stagionali in contrada Palazzo, a Cassibile; proteste spinte dalla voce di centinaia di cittadini residenti che denunciavano le irregolarità dei lavori, gli evidenti conflitti di interesse tra persone e società coinvolte, l’ubicazione del villaggio in una zona già fortemenze penalizzata in quanto priva di servizi (come strade e luci) e che offrivano soluzione alternative, più efficienti e a costa zero per la spesa pubblica (i dati sono tutti pubblici e consultabili).
Il tutto è stato sempre fatto a tutela dei lavoratori extracomunitari stagionali che che a nostro avviso (e con prove evidenti) venivano sfruttati come mezzo di sporco business da persone e società che celano dietro maschere di filantropismo interessi puramente economici.
Nonostante questo, in quel periodo non sono mancate accuse pesanti come quelle di “razzismo” , cosa al quanto grave se rivolte a chi denuncia chi il razzismo lo fa davvero (ma dietro le quinte); ovviamente questo non ci ha fermati e consapevoli della cosa giusta abbiamo portato avanti le volontà dei cittadini e denunciato le ingiustizie sugli extracomunitari con le proteste.
Detto questo, essendo Cassibile una società storicamente aperta all’accoglienza (la popolazione extracuminataria regolamente residente da decenni a Cassibile ne è la prova), il comitato dei cittadini #novillaggio ha proposto la disponibilità per i profughi di guerra, in vista delle iniziative nazionali e regionali, di accoglienza nel villaggio per lavoratori extracomunitari stagionali nato lo scorso anno, che è ormai semi vuoto e in disuso (e dove nonostante questo i costi di gestione, a spese dei cittadini, restano elevati).
Un fatto per noi nobile, ma che anche oggi è oggetto di discussione e di attacchi.
È chiaro che scelte e proposte non possono essere da tutti condivise, la libertà di pensiero è la base del nostro operato, per cui la critica è sempre ben accetta; ma se questa si basa su prese di posizione ed etichette datoci da chi non ci conosce, da chi è “poco informato” o da chi semplicemente ha il piacere di andarci contro…lasciano il tempo che trovano”.

