AUGUSTA, L’EX ARCIPRETE INCARDONA NEL CARCERE DI RAGUSA
AUGUSTA. Ieri è stato tratto in arresto l’83enne Gaetano Incardona, ex arciprete e parroco della chiesa madre, in esecuzione della condanna definitiva pronunciata dalla corte d’appello di Catania, a cinque anni e tre mesi per violenza sessuale, avvenuta nel 2013, quando era arcipete nella hiesa madre della città federiciana, ai danni di una ragazza 22enne recatasi da lui per confessarsi: atto aggravato dal fatto d’essere stato esercitato da un ministro di culto mentre stava amministrando un sacramento. Come si ricorderà, cinque anni fa, il sacerdote arciprete, , ancora al suo posto come fu tratto agli arresti domiciliari e successivamente gli fu irrogata la misura interdittiva dell’accesso nel territorio del Comune di Augusta. Il processo è stato rigorosamente a porte chiuse, come richiesto dalla difesa, considerato l’argomento e considerato anche il fatto che agli atti fu acquisita la videoregistrazione dell’Incardona durante la “confessione” alla giovane, prima denunciante, giacché almeno un’altra donna si è presentata ai magistrati, dopo il caso mediatico successivo all’arresto, per denunciare il sacerdote, che, in precedenza, ella non aveva avuto il coraggio di denunciare.
Il processo di primo grado andò per le lunghe a causa di cambiamenti all’interno del collegio giudicante. Fece scalpore qualche anno fa, mentre ancora era sotto processo, la presenza dell’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, alla festa dei cinquant’anni di sacerdozio di Incardona, o, il quale ha sempre protestato la propria innocenza. I giudici catanesi d’appello, come quelli di primo grado, non hanno potuto fare altro che ritenere inoppugnabili le immagini e le parole riprese con la telecamera nascosta. Dopo gli arresti domiciliari, Incardona fu sostituito, per un semestre, da Pasquale Amenta, vicario di Pappalardo, lo stesso Amenta cui il vescovo siracusano ha affidato la rettoria della chiesa del Carmine, sottraendola a Palmiro Prisutto, subentrato a Incardona nella titolarità di parroco della chiesa madre, dove ogni 28 del mese celebra la “messa per le vittime del cancro”.
G. C.

