AUGUSTA, ALLA NUOVA DARSENA DA IERI ESPOSTO AL PUBBLICO IL BARCONE DELLA MORTE
Da ieri, il pubblico può avvicinarsi al Barcone della morte, collocato all’interno della nuova darsena, in Via Marina di Ponente. Resterà ad Augusta, dopo essere stato in mostra alla Biennale di Venezia, a perenne memoria delle tragedie dei morti in mare a causa dell’emigrazione. Il mare è ovviamente il Mediterraneo che è diventato un grandissimo cimitero, per ricordare le parole di papa Francesco, all’Angelus di domenica 13, giorno dell’ufficializzazione, in pompa magna, dell’evento, presente il nuovo arcivescovo di Siracusa, Lo Manto, e di un folto pubblico, rispettoso delle norme anticovid. Il barcone naufragò al largo di Lampedusa il 18 aprile 2015, trascinando con sé fra 7oo e 9oo persone fra adulti e bambini.
Per volere del governo Renzi, il barcone fu ripescato e portato ad Augusta, in contrada Punta Cugno, in zona militare protetta, dove furono separati i corpi aggrovigliati gli uni agli altri dei poveri morti e fu tentato di individuarne l’identità attraverso il DNA, per poter riportare le salme nel luogo di origine, ma senza esito. I corpi sono stati poi seppelliti nei nove cimiteri della Sicilia. Il costo dell’intera operazione di recupero si è aggirata sui 22 milioni di euro. L’iniziativa di ospitare il barcone in permanenza in Augusta è stata promossa e sostenuta dal comitato 18 aprile, presieduto dalla giornalista Cettina Saraceno, che ha presentato la cerimonia di domenica.
G.C.

