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Migranti coinvolti in scavi archeologici nel ragusano

Un gruppo di richiedenti asilo si trova impegnato, insieme a degli studenti, nella scoperta di uno scavo archeologico situato a Chiaramonte Gulfi(RG). La necropoli venuta alla luce risale al III-IV secolo d.C, e i migranti affiancano studenti universitari di Bologna nel rinvenimento di più di 110 tombe, oltre che di un corredo funerario appartenente ad una comunità benestante. L’incontro è il frutto di un progetto di integrazione, sorto grazie a una convenzione  tra la cooperativa Nostra Signora di Gulfi con il comune di Ragusa, la Sovrintendenza ai beni culturali e l’Università di Bologna.

Gli studenti stanno attualmente conducendo studi di natura antropologica, scientifica e storica per chiarire lo stile di vita di uomini vissuti 1700 anni fa, nonché la loro alimentazione e struttura fisica. I frutti degli studi effettuati in questi mesi sono stati presentati a Bologna durante un convegno dal titolo “ Archeologia negli Iblei tra ricerca e integrazione”, diretto e curato dai Dipertimenti di Beni Culturali e Storia, Culture e Civiltà. La convenzione, voluta dalla gestrice del progetto di accoglienza Sprar/Siproimi  e proprietaria dell’area interessata, rappresenta una chiara dimostrazione di come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e “privato sociale” sia possibile e concreta. L’impegno profuso dai privati e dalle istituzioni lancia un monito alle altre province, ovvero quello di mettere i richiedenti asilo nelle condizioni idonee per dare un contribuito concreto alla comunità.

La redazione

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