Gli uomini e le donne che lavorano
Gli uomini e le donne che lavorano escono presto al mattino, in punta di piedi per non far rumore e svegliare i bambini. Con gli occhi ancora stropicciati di sonno prendono il tram o allacciano distratti la cintura di sicurezza e con i vetri ancora appannati mettono in moto e partono.
Gli uomini e le donne che lavorano mangiano al volo un toast o portano con se gli avanzi della sera precedente.
Gli uomini e le donne che lavorano sono sempre soprapensiero, stralunati ma ansiosi di tornare a casa la sera, togliersi le scarpe e sdraiarsi sul divano.
Gli uomini e le donne che lavorano non si sentono speciali eppure sono eccezionali.
Gli uomini e le donne che lavorano si raccontano con passione ed entusiasmo le piccole grandi imprese della quotidianità.
Gli uomini e le donne che lavorano affollano le casse dei supermercati nei weekend e la domenica spingono le altalene dei bambini ai giardinetti.
Gli uomini e le donne che lavorano non importa se uomini o donne, sono uguali, essenziali.
Gli uomini e le donne che lavorano accettano ogni giorno la scommessa di mettersi in gioco e se cadono si rialzano più fieri di prima.
Gli uomini e le donne che lavorano somigliano ai fuscelli che il vento può piegare ma non spezzare.

