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E’ morto il re, viva il re

Il premier alle 12 si é recato al Colle. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni, durante la riunione del CdM durata dopo poco più di mezz’ora. Un CdM che si è chiuso con momenti di solidarietà molto affettuosi e con applausi di ringraziamento dei ministri. I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza hanno ribadito in Consiglio dei Ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte, dopo la sua decisione di dimettersi. Fasi difficili come quella della pandemia – ha ribadito Conte – non hanno ritardato i molti risultati positivi. Anche per Deborah Serracchiani, il Pd  ha dimostrato di essere un partito di grandissima responsabilità, un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Un messaggio arriva anche dal card. Gualtiero Bassetti, presidente Cei, che ha rimarcato che la Chiesa non è di questa o di quell’altra parte, perché quello che conta è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, è la vita delle persone, il sostegno al Paese, auspicando che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio, anelando a una soluzione che tenga conto delle tante criticità. Morto un re, se ne eleggerà un altro, si sa. Sciolta una maggioranza, un’altra é pronta a prenderne il posto in Parlamento. Certo, il problema dei vaccini, questo governo non lo ha risolto né se lo é posto come hanno fatto altre nazioni europee, che non si sono sentite vincolate dai diktat dell’establishment che decide chi deve acquistare da chi e dove. Nel giorno del ricordo della Shoah, si scopre che Israele ha già acquistato dalle multinazionali farmaceutiche americane una duplice quantità di vaccino per ogni cittadino di quella nazione, mentre le altre europee, cui é stato impedito dall’embargo voluto dagli americani di accordarsi con Putin, devono attendere in religioso silenzio il loro turno per avere da quelle stesse case farmaceutiche un centesimo di dose di quello già consegnato ai figli di Mosé. Lo sterminio potrebbe essere ora per noi italiani, ma nessuno verrà in nostro soccorso, regalandoci la speranza con una dose di vaccino. E’ morto il re, viva il re.

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