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L’editoriale del giovedì

Di Rosalia Giangreco

L’editoriale di questa settimana è un grande abbraccio virtuale a tutti i papà, ai Giuseppe e agli affetti lontani da noi, in questo tempo difficile. Nella ordinaria quotidianità, si tende e reprimere le emozioni, soprattutto quando si diventa adulti e i problemi delle nuove famiglie che ciascuno di noi crea, ci  assorbono a tal punto da distogliere l’attenzione verso chi ha dedicato la propria vita a darci attenzioni, chi si è sacrificato per darci un futuro, chi ci aspetta sempre ma in silenzio, nell’ombra: i nostri cari genitori. 

Alla luce di queste considerazioni, ReportiSicilia.com vi racconta una storia. 

C’era una volta una bambina ‘bellissima’ – a detta del suo papà, tanto bella che quando la riportò in casa dall’ospedale, dopo la nascita, impediva a chiunque di toccarla. Però, obbligava chiunque andasse a conoscerla di osservarla mentre dormiva nel suo lettino, perché vedessero quanto bella fosse. La bimba cresceva in salute e intelligenza. Ogni domenica, la portava a spasso; durante le feste del paese, la faceva divertire al luna park, e le comprava coni giganti e zucchero filato. Col tempo la bimba diventò una ragazzina e le sue esigenze cominciarono a cambiare. Ma lui era sempre lì, pronto ad accordare ogni suo desiderio. Poteva partecipare alle feste perché tanto papà era disposto ad accompagnare lei e tutte le sue amiche. Poteva rientrare più tardi, perché tanto papà aspettava in piedi che lei telefonasse, per andare a riprendere lei e le altre. 

Non solo un papà ma un complice, un amico, un cavaliere di quelli che solo le fiabe dei fratelli Grimm ne hanno saputo raccontare. Il tempo è passato in fretta e ha spazzato via gli affanni e le delusioni che non sono tardate ad arrivare, intanto. 

Ma lui, innesto unico di quercia e ulivo, è rimasto sempre ritto alle intemperie e carico di preziosi frutti nei periodi bui dell’aridità degli animi. Quella bambina oggi è donna, moglie e madre, solo grazie a lui, al suo amore che non ha mai preteso essere ricambiato, al suo instancabile senso del dovere, alla sua inossidabile presenza. Lui e la figlia sono l’immagine speculare di una stessa persona. Evitano di guardarsi negli occhi perché il blu e il verde – si sa – sono i colori delle profondità degli oceani, e muovono le loro viscere sensibili. Si amano profondamente ma non se lo diranno mai, piuttosto litigano, loro. 

Per uomini come lui l’età è un dettaglio perché la figlia ne avrà sempre bisogno anche se non glielo dirà mai e lui questo lo sa bene. A loro non serve vedersi né sentirsi perché sono intimamente connessi da sempre. Nessuno può eguagliarlo e anche questo lui sa. Che strano modo, quest’anno, di farti gli auguri, vero papà?

Quella donna sono io e quell’uomo straordinario è il mio papà.

Buona festa del papà a tutti!

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