Privacy Policy 'Spacca l'infinito', il romanzo di Piero Pelù - ReportSicilia.com

‘Spacca l’infinito’, il romanzo di Piero Pelù

Un flusso dialogico tra l’uomo di oggi e il bambino di ieri, che attraversa la storia italiana, dalla prima guerra mondiale agli anni del fascismo, dalla guerra fredda ai giorni nostri, inseguendo i sogni di un ragazzo che in uno scantinato sul lungarno di Firenze muoveva i primi passi nel mondo della musica. Questo è ‘Spacca l’infinito – Il romanzo di una vita’ edito da Giunti e presentato a Firenze.

Un volume, scritto in terza persona, con continui flashback e ritorni al presente, nato durante il primo lungo lockdown. “In questo libro – racconta il frontman dei Litfiba – c’è quello che non ci si aspetta, parlo molto delle radici della mia famiglia che sono un po’ anche le radici del secolo scorso, perché ci sono dentro tantissimi eventi che fanno parte del nostro dna: la storia delle guerre, del fascismo, il dopoguerra, il nucleare. Tutto quello che fa parte del mio mondo, di cui parlo anche nelle canzoni, ma che non avevo ancora raccontato in una forma così esplicita”. Raccontando della nascita del libro Pelù ha spiegato che “è figlio di una frustrazione”, perché “il mio album uscito dopo Sanremo stava decollando e poi è esploso in volo perché è scoppiato il Covid. Nel marzo del 2020 – sottolinea – il mio disco doveva essere in piena promozione e, invece, io ero chiuso in casa e quindi ho cominciato a scrivere i miei ricordi”. “La musica – conclude – è proprio la colonna sonora della mia vita – spiega -, qualsiasi musica, da quando ero bambino e ho avuto la fortuna di avere un nonno appassionato di musica che mi faceva ascoltare di tutto e mio padre che portava a casa i vinili di Jannacci, le fiabe sonore e poi i Beatles, i Pink Floyd, il punk. Il mio attaccamento alla musica è assolutamente incondizionato e primario”.

Un ultimo pensiero Pelù lo rivolge al collega e amico Enrico Greppi, leader della Bandabardò: “Un artista, un poeta, un amico fraterno, una perdita durissima da accettare. Per fortuna Erriquez ci ha lasciato un patrimonio di canzoni e pensieri meravigliosi”.

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