Sconfiggere i cyberbulli, un percorso possibile
Se osserviamo la gioventù attuale ci appare molto diversa rispetto alle generazioni precedenti, completamente immersa nelle tecnologie digitali che assorbono moltissimo tempo libero in videogiochi, chat on line, social network. La società attuale tende ad agevolare, rendendo le cose più semplici e accessibili e, grazie ai progressi raggiunti, l’individuo può esercitare pienamente le proprie potenzialità, superando agilmente barriere spazio-temporali che prima limitavano l’affermazione della persona. Di contro l’approccio alle problematiche degli adolescenti è più superficiale, tendente a sminuire. L’intervento dell’adulto diventa sempre meno pregnante e decisivo e il giovane si sente libero di poter agire anche fuori dalle regole comuni, nella certezza che ogni sua azione verrà accettata.
I punti di riferimento che i ragazzi avevano una volta, quali i genitori e gli educatori in genere, oggi vengono a perdere la loro autorevolezza, non hanno la forza di affermarsi attraverso il potere della correttezza, della verità, della pertinenza. Questa perdita di incisività è solamente qualcosa che gli adulti attuali subiscono? Si tratta di un fenomeno dipendente da cause esterne?
I genitori hanno dimenticato che i propri figli sono delle persone con esigenze che possono andare oltre i beni materiali, con pensieri, preoccupazioni, problemi ai quali è bene dare il giusto rilievo. Il mestiere del genitore è difficile e pesante, fatto di dialogo e di confronto, ha bisogno di tempo da dedicare ai figli. Ma in una quotidianità caratterizzata da lavoro prolungato, molteplici interessi ed egocentrismo che fa condensare l’attenzione su se stessi, è proprio il tempo che manca. Allora è molto più semplice lasciare correre, fare finta di non vedere, essere elastici oltre l’indicibile. Le problematiche giovanili attuali fanno leva sulla fragilità dell’individuo, sulla vulnerabilità legata spesso alla solitudine interiore dovuta alla mancanza di dialogo, a un difetto di comunicazione con gli adulti che frequentemente tralascia la possibilità di esternare i sentimenti, le cause di possibili preoccupazioni e problematiche, per restare a uno stato superficiale.
Se nostro figlio è depresso e chiuso nel silenzio, può esserci un’insidia che lo ossessiona fin dentro le mura di casa? La risposta è si, e riguarda tutti noi genitori ed educatori. La nostra attenzione, anche verso i segnali più indecifrabili, può essere un aiuto fondamentale a sostegno di un adolescente vittima di cyberbullismo, la manifestazione in rete di un fenomeno conosciuto come bullismo, caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima.
Il genitore deve imparare ad ascoltare il proprio figlio, a saperne intendere anche i silenzi, a interpretarli e a sforzarsi di capirli entrando nell’ottica dell’adolescente. Allora, parliamo con i ragazzi, rieduchiamoli a comunicare guardando una persona negli occhi, cerchiamo di far sentire loro che siamo vicini e che comprendiamo anche le loro piccole e velate richieste di aiuto. Marchiamo le priorità negli innumerevoli impegni giornalieri e mettiamo al primo posto il dialogo con i nostri figli, l’ascolto e la narrazione delle emozioni, ormai sempre più nascoste in ambito familiare.
Giovanna Strano

